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A Mascali serra in fiamme, dentro c’erano minicase e box

A Mascali serra in fiamme, dentro c’erano minicase e box

La scarica elettrica di un fulmine si è abbattuta sull’impianto elettrico di un capannone, innescando un incendio tra i teli di plastica della copertura, all’interno vi erano 3 mini alloggi e piccoli box
A Mascali serra in fiamme, dentro c’erano minicase e box
La scarica elettrica di un fulmine si abbatte sull’impianto elettrico di un capannone adibito a serra agricola, innescando un incendio tra i teli di plastica della copertura, all’interno però al posto delle colture vi erano tre mini alloggi e piccoli box, lasciando stupiti vigili del fuoco e forze dell’ordine. E’ quanto accaduto il giorno di ferragosto in via Spiaggia a Fondachello.   Poco prima di mezzogiorno la richiesta d’intervento è giunta ai vigili del fuoco di Riposto, per l’incendio di un capannone in contrada Gurna nella frazione balneare di Fondachello. Sul posto con i pompieri sono giunti la Polizia municipale con personale dell’ufficio tecnico comunale, i Carabinieri della locale stazione e le Guardie forestali servizio antincendio boschivo di Giarre. La plastica di cui è rivestito il capannone appena divorata dal fuoco ha sprigionato colonne dense di fumo, visibili a distanza, con il pericolo di propagazione alla vegetazione spontanea della Gurna, l’area protetta caratterizzata da canneti e avifauna.   Prontamente spento l’incendio, il sopralluogo ha avuto un esito sorprendente. Celare l’immobile abusivo all’interno di una serra pare non sia riconducibile solo all’assenza della concessione edilizia (in ogni caso inottenibile) ma bensì al fatto di ricadere in un’ area naturale protetta sottoposta a vincoli naturalistici, quale è la Gurna. Per fortuna all’interno degli alloggi, lambiti dalle fiamme, non vi era nessuno. Del capannone invece è andata in fumo tutta la copertura del tetto in pvc, lasciando integro solo lo scheletro della struttura.   Gli agenti della Polizia municipale coordinati dal commissario Salvatore Pariti, hanno già identificato il proprietario della serra, una donna di Zafferana Etnea. Sono state avviate tutte le procedure per gli accertamenti amministrativi da cui con ogni probabilità scatterà l’ordinanza di demolizione con l’immediato ripristino dei luoghi, ingiunzione qualora emessa che comunque consentirebbe alla proprietaria di avanzare eventuale ricorso.

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