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Sub della Guardia Costiera nei fondali delle “Isole dei Ciclopi”

Sub della Guardia Costiera nei fondali delle “Isole dei Ciclopi”

Nelle 5 ore di immersione, svolta all’interno della Zona A dell’AMP “Isole dei Ciclopi”, è stata verificata la presenza di due relitti di imbarcazioni uno dei quali riconducibile ad una barca a vela con deriva in ferro.
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Sub della Guardia Costiera nei fondali delle “Isole dei Ciclopi”

Nell’ambito delle attività volte alla tutela dell’ambiente marino e nel rispetto delle competenze in ambito di salvaguardia delle aree marine protette, il 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera ha eseguito presso l’Area Marina Protetta “Isole dei Ciclopi” di Acicastello un’attività diretta a verificare lo stato dei fondali. I Nuclei Operatori Subacquei della Guardia Costiera sono particolarmente specializzati nella tutela del patrimonio sommerso, vigilanza sulle aree marine di interesse storico, artistico o archeologico, vigilanza e controllo delle riserve marine protette.

Nelle 5 ore di immersione, svolta all’interno della Zona A dell’AMP “Isole dei Ciclopi”, è stata verificata la presenza di due relitti di imbarcazioni uno dei quali riconducibile ad una barca a vela con deriva in ferro. Nel corso dell’operazione, svolta a circa 30 metri di profondità, è stata rilevata la presenza di reti da pesca, palagari ed altri attrezzi da pesca, che sono stati rimossi anche per facilitare il percorso delle escursioni subacquee, che sono consentite solo nelle Zone “B” e “C” previa autorizzazione dell’Ente gestore. 

 

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Si ricorda inoltre che la pesca non è consentita all’interno dell’area protetta, pena la confisca degli attrezzi e degli strumenti con cui si sia commessa l’infrazione insieme alla restituzione di quanto eventualmente asportato e prevedendo, altresì, fattispecie di reato punibili con la comunicazione alla competente Autorità Giudiziaria. Nell’occasione gli operatori subacquei hannorilevato e monitorato il grado di inquinamento delle acque marine, prelevando campioni biologici di interesse scientifico connesse con lo studio dei fondali, della fauna e della flora marina.

I sei palombari del Nucleo Sommozzatori, assistiti da personale militare sanitario qualificato e dalle unità della Capitaneria di Porto di Catania CP734 e A12, hanno operato in ottemperanza alla convenzione con Ministero dell’Ambiente stipulata con il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera a salvaguardia e tutela dell’ecosistema marino sommerso.

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