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Mascali: chiuso il caso di presunta omofobia

Mascali: chiuso il caso di presunta omofobia Pace tra Giuseppe e i gestori del lido Eurovillage

Stamattina l’incontro, con una rappresentanza Arcigay / FOTO

Mascali: chiuso il caso di presunta omofobia Pace tra Giuseppe e i gestori del lido Eurovillage

Ieri mattina, dopo i chiarimenti, l’ascia di guerra è stata seppellita in fondo all’arenile del lido Eurovillage di Sant’Anna. Giuseppe Fiandaca ha ricevuto scuse, strette di mani e abbracci dalla famiglia Raciti (che gestisce lo stabilimento balneare). Per Giuseppe è stato il giorno della liberazione, che ha fatto sì che si rimarginasse la ferita che si portava nell’anima. Il ragazzo 22enne di Mascali, infatti, aveva raccontato di essere stato cacciato dalla responsabile di uno stabilimento balneare perché gay. L’episodio sarebbe avvenuto a fine luglio, mentre si recava al mare con amici e avrebbe comportato insluti e - forse - perfino uno schiaffo. Da quel giorno Giuseppe si era chiuso in se stesso.

Per liberarsi da quel peso che lo schiacciava ormai da troppo tempo, dopo due settimane ha raccontato l’accaduto. La notizia, balzata alla ribalta della cronaca, ha suscitato ben presto dure reazioni nell’opinione pubblica e ha fatto sì che scendesse in campo il consigliere nazionale del movimento Arcigay, Giovanni Caloggero, insieme a una delegazione di giovani di Catania. La storia di Giuseppe, tuttavia, si è presentata ancora più ingarbugliata quando la responsabile del Lido, la signora Raciti, ha difeso a spada tratta la sua posizione, ricordando che c’era stato un alterco ma con un’altra persona e che Giuseppe si era trovato in mezzo alla discussione. Insomma, i ragazzi erano stati mandati via, ma per altro motivo, non perché Giuseppe fosse omosessuale. L’incontro chiarificatore tra le due controparti è avvenuto all’interno del lido alla presenza del movimento Arcigay, giunto da Catania.

 

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La signora Raciti, così come i tanti avventori del lido, ha ribadito più volte che l’accesso nella sua struttura «è stato e sempre sarà libero per tutti», nessuna discriminazione di genere. «Erano volate solo parole grosse senza la volontà di ferire – spiega il figlio Delfo –. A volte, quando una persona è arrabbiata non riesce a contenersi e capita un po’a tutti di spazientirsi. Per quanto ci riguarda, da noi Giuseppe sarà sempre il benvenuto». «Ringrazio la redazione del quotidiano La Sicilia che per prima si è interessata al mio caso, aiutandomi a parlarne – ha sottolineato Giuseppe – e a mettermi in contatto con tante persone. Ho ricevuto tanta solidarietà e, con il contributo del movimento Arcigay, sono riuscito anche a mettere fine a questa storia, riacquistando la serenità».

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