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Catania: porte girevoli e turisti superficiali

Catania: porte girevoli e turisti superficiali come e perché agisce la criminalità in città

Il poliziotto: «Turisti tra i più colpiti. Ecco perché»

Catania: porte girevoli e turisti superficiali come e perché agisce la criminalità in città

Non è facile parlare del fenomeno della microcriminalità a Catania. Ancor meno quando le vittime del fenomeno sono i turisti. In quanti si sono indignati per l’articolo de «Le Parisien» che parlava di “zone rosse” a Catania, di sconfitta delle forze dell’ordine, di delinquenti sempre pronti ad avventarsi sullo sprovveduto turista? In molti. Eppure bisogna riconoscere che parti di verità in quell’articolo c’erano.

Il problema, semmai, è stato che il reporter ha voluto mostrare questa città come una sorta di Bronx allorquando, è evidente, le cose stanno in maniera diversa. Ciò grazie al contributo dei rappresentanti delle forze dell’ordine che non possono essere presenti ad ogni angolo della strada, ma che comunque ogni giorno ingaggiano la loro “battaglia” con chi fa della microcriminalità il proprio credo. Purtroppo la situazione sociale è quella che è: in tanti hanno perso il lavoro, altri non lo hanno mai trovato.

C’è chi ha scelto la via dello spaccio di stupefacenti e chi, invece, si affida ai cosiddetti reati predatori, che spesso colpiscono proprio i turisti, meno avvezzi a difendersi e a prevenire gli attacchi di questi predoni. «D’altra parte - commentava un rappresentante delle forze dell’ordine poco tempo addietro - questi colpi sono di una facilità estrema e spesso risultano particolarmente remunerativi. Dentro le borse dei turisti si trovano spesso centinaia di euro e, se si considera che lo sforzo da fare per eseguire il colpo è minimo, ecco che anche il più balordo dei balordi si mette in gioco con questo genere di raid». Cosa significa che lo sforzo è minimo? «Significa che spesso i turisti ignorano i consigli che vengono loro dati anche attraverso gli opuscoli che in polizia sono stati fatti stampare. Le borse sono a vista e non sotto il sedile, i finestrini aperti, le sicure rigorosamente alzate».

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