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In giro per Catania violando le regole

In giro per Catania violando le regole In moto senza casco, niente vigili né multe

Il reportage: il tour della città dove non ci sono controlli
In giro per Catania violando le regole In moto senza casco, niente vigili né multe
Mi autodenuncio: ho fatto la catanese incivile. O, forse, la catanese “tipo”. Ieri mattina, tra le 11 e le 12:30 ho girato in moto per le vie della città, da nord a sud, senza indossare il casco. So che rischio una multa, ma una verifica (e soprattutto una provocazione, non certo un’istigazione a commettere infrazioni) sui roboanti messaggi stile “più vigili in strada” lanciati 48 ore fa e disciolti al sole d’agosto nemmeno 24 ore dopo, andava fatta. Se non altro per sostenere quei catanesi che le regole le rispettano faticosamente ogni giorno e che non ne possono più di concittadini strafottenti, sprezzanti, volgari. Nella forma e nella sostanza. «Più vigili in strada». Ma dove sono? Io, dei 449 dichiarati, non ne ho trovati. I “gabbiotti” agli incroci principali (i cosiddetti pezzi di “salotto buono” della città) sono desolatamente vuoti. Nessuno pretende che gli agenti della polizia municipale ci cuociano dentro, ma fuori, cioè agli incroci, una volta c’erano. Ora sono solo un ricordo. Nessun vigile all’incrocio tra via Salvatore Tomaselli e viale Regina Margherita, nessuno all’incrocio dello stesso viale con via Etnea, nessuno in corso Italia (angolo via Libertà). Ma sarà stato un giorno “sfortunato”. Ad onor del vero, uno l’ho intravisto in piazza Verga, ed è lo storico vigile urbano in servizio solitario nell’area attorno al Tribunale, estate e inverno. Per il resto, il nulla. Anzi no. I resti del blitz parapazzato dell’altroieri, riaffiorano in piazza Europa. Carro attrezzi, due macchine della polizia municipale, un furgone e sei agenti: il tutto per rimuovere una «Clio». Alle 12.30, quando ripasserò nello stesso punto, ci sono tre auto comodamente parcheggiate: una Porsche Cayenne, un suv Bmw e una Lancia Y. Viale Africa è un rettilineo da percorrere a tutta velocità (secondo molti). Due poveri pedoni che si avventurano sulle strisce davanti all’Ufficio postale devono avere i tempi di reazioni di un centista perché, ovviamente, dopo il loro passaggio, a semaforo rosso, ripartono tutti, com’è costume in questa città. E riparto pure io. Da via VI Aprile a piazza dei Martiri e lungo la via Vittorio Emanuele, l’assenza dei vigili più che una costante è una certezza. Nessuno in piazza S. Placido, nessuno in piazza Borsellino, nessuno nel budello di via Dusmet direzione pescheria, dove i posteggiatori abusivi si fanno pagare (e gli automobilisti non fanno una piega) sulle strisce blu usurpando la tariffa che dovrebbe andare a Sostare (partecipata del Comune, in crisi). In via Plebiscito è inutile metterci piede perché pensare di trovarci un vigile è solo un’illusione. Imboccando la via Scuto mi ritrovo di fronte un furgone che mi viene incontro in senso vietato. Ma tanto... Io sono sempre senza casco, ma sono anche in buona compagnia. La media è di due scooteristi (che non lo indossano) su cinque. Quello che mi colpisce di più è un giovane papà fighettino che porta sullo scooter due bambini piccoli, al massimo sette anni: sono tutti senza casco. Arrivo in piazza Federico II. Nessun vigile al Castello Ursino, casomai ci fosse qualche turista, potenziale preda di scippatori. «Più vigili in strada». Ma dove sono? In via Vittorio Emanuele, raggiunta imboccando via Naumachia, passando davanti alla chiesa di S. Maria dell’Aiuto e infilandomi nell’ultimo tratto di via S. Chiara, c’è un groviglio inestricabile di auto proprio davanti alla transenna (senza vigili) che dovrebbe impedire l’accesso in piazza Duomo. Questo perché in via Garibaldi un autobus non può imboccare via S. Martino in quanto una «Smart Forfour» è bellamente parcheggiata sul marciapiede all’angolo della strada. Alla fermata dell’Amt la fila dei poveri cristi che aspettano con le borse della spesa si allunga, via Garibaldi è bloccata e, di vigili, nemmeno l’ombra. Uscendo dalla bolgia e trasitando per via S. Giuseppe al Duomo e via Manzoni, mi immetto su via Sangiuliano, attraverso via Etnea ai Quattro Canti, imbocco via Mancini e poi via Vasta (in controsenso) sbucando, a destra, in via Etnea. Passo davanti a due vigili che parlottano ai Quattro Canti sicura che mi fermeranno e mi faranno una multa (sono senza casco!), ma nessuno mi considera e tiro dritto fino alla Coin dove un cinquantino con due adulti in sella (anche loro senza casco) scende a velocità lungo la via Etnea nella corsia preferenziale. L’ultima «sfida» è al Lungomare, scenario del superblitz in pompa magna di lunedì scorso. Vado «a caccia» di vigili urbani. Loro non ci sono, ma i parcheggiatori abusivi mantengono ritmi di lavoro che nemmeno in Cina. Ieri erano meno numerosi del solito (il tempo non era l’ideale per il mare): c’è uno con un braccio rotto di fronte all’imbocco per S. G Li Cuti; un altro è piazzato poco prima di piazza Nettuno; un terzo si è portato una sedia e si riposa all’ombra di un cartellone pubblicitario davanti all’Istituto nautico. Insomma, montano “servizio” tutti i giorni, anche perché tra poco con la stagione balneare al termine dovranno spostarsi da qualche altra parte. Di vigili non c’è traccia in piazza Mancini Battaglia né in via Messina, due giorni fa teatro di “esemplari” rimozioni con il carro attrezzi. Ma il blitz di lunedì è già storia, perché altre auto sono tranquillamente in sosta sul marciapiede. E altre ce ne saranno domani. That’s Catania.

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