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Immigrazione, ecco le navi off limit se l'Italia chiudesse i suoi porti

Si tratta di almeno una dozzina di imbarcazioni appartenenti a diverse Ong

Immigrazione, ecco le navi off limit se l'Italia chiudesse i suoi porti

Sono più di una decina le navi straniere gestite da ong che rischiano di incappare nel blocco portuale su cui sta ragionando il governo di fronte all’emergenza migranti.

A Medici senza frontiere fanno capo Dignity I, bandiera panamense, stazza lorda di 645 tonnellate; Bourbon Argos, lussemburghese, stazza di 2343 tonnellate e Aquarius, bandiera di Gibilterra, stazza 1812 tonnellate: dagli ultimi dati presenti sul sito di Msf, queste tre navi da aprile a novembre 2016 hanno soccorso direttamente in mare 19.708 persone.

Su Aquarius opera in collaborazione con Msf l’associazione italo-franco-tedesca Sos Mediterranée, sul cui sito è riportata una cifra che fornisce un’indicazione sui costi: ogni giorno in mare della Aquarius - si legge on line - costa 11.000 euro, per potere pagare il noleggio della nave, del suo equipaggio, il carburante e l’insieme delle attrezzature necessarie per accogliere, nutrire e curare i rifugiati.

Da marzo opera per Msf anche la Prudence, che può ospitare a bordo 600 persone e altre 400 in caso di estrema necessità, ma batte bandiera italiana e quindi di per sé non dovrebbe temere una chiusura dei porti.

Il Moas, fondata dagli imprenditori italo-americani Christopher Catrambone e Regina Catrambone, 33 mila persone salvate dalla sua fondazione a oggi, come si legge sul sito della ong, ha due navi: la Phoenix, 40 metri, che batte bandiera del Belize e la Topaz Responder, 51 metri di lunghezza, bandiera delle isole Marshall.

L’organizzazione Lifeboat opera invece con una nave, la Minden, 23 metri di lunghezza, che batte bandiera tedesca.
Sea Watch, ong nata in Germania, dispone della Sea Watch 1 e della Sea Watch 2, bandiera olandese, una trentina di metri di lunghezza. Con la prima, un’imbarcazione costruita nel 1917 e ristrutturata l’ultima volta nel 2014, l’organizzazione ha iniziato l’attività di soccorso per poi dotarsi di una seconda nave.

Sea-Eye è dotata di due navi: una che porta lo stesso nome dell’organizzazione, un ex peschereccio tedesco di 26 metri che ha quasi 60 anni e fino al 2014 é stata utilizzata per il trasporto di pesce nei mari di tutti il mondo, specialmente nel Baltico e nel Mare del Nord: batte bandiera olandese; e la sorella Seefuchs (volpe del mare), prima peschereccio e poi nave da turismo, è stata acquistata a marzo e ha bandiera tedesca.

La spagnola Proactiva Open Arms dispone di una nave con bandiera panamense, la Golfo Azzurro, lunghezza 37 metri, stazza 350 tonnellate.  

Jugend Rettet ha una nave, la Juventa, 33 metri, con bandiera olandese.

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