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Aci Castello: liquami tra i Faraglioni

Aci Castello: liquami tra i Faraglioni Due punti critici per gli scarichi fognari

Svolta nell’iter per il collettore. Lavori aggiudicati con riserva

CATANIA. Quanti amano davvero quel mare in cui si specchia il mito senza tempo dei faraglioni di Aci Trezza - lo scrigno di un tesoro fatto di ambiente e cultura - contano i giorni sperando che l’estate passi presto. Un paradosso, in una terra che di turismo potrebbe vivere d’estate e anche prima e dopo, ma questa è un’emergenza ormai ultradecennale, quella del collettore di Aci Castello dal lontano 2005 impantanato tra burocrazia, intoppi, ritardi e ricorsi, che in base alla variante allora approvata dovrebbe innestarsi al collettore di Catania, e da lì convogliare al depuratore della zona industriale di Pantano d’Arci le acque nere e reflue che purtroppo sboccano in questo paradiso ambientale; e nell’emergenza non resta che sperare, almeno nell’immediato, e come sempre, che quei maledetti scarichi che sversano in mare acqua al detersivo e anche di peggio, da Aci Castello e frazioni e anche dalla vasta area di Aci Catena, diminuiscano la loro portata e il loro flusso, proporzionalmente alle seconde case che si svuotano dopo essere state super affollate di parenti e amici, e alle strutture recettive che tornano su standard da media stagione.

Due i punti critici, sul lungomare Scardamiano di Aci Castello e davanti alla statua di Padre Pio ad Aci Trezza, che testimoniano un’altra estate difficile, e l’urgenza di avviare presto i lavori del collettore. «Sull’iter di quest’opera non c’è più da tergiversare per un solo giorno - afferma il sindaco di Aci Castello Filippo Drago - in quanto essenziale per l’ambiente e la tutela del nostro mare, e anche per la sicurezza del nostro territorio, trattandosi di un collettore di salvaguardia, che oltre al recupero dei reflui si attiva in caso di piogge di particolare intensità. Siamo in una fase cruciale, dopo che il Tar ha assegnato l’appalto con sentenza definitiva al consorzio Valori, e la seconda e terza impresa hanno inoltrato ricorso al Consiglio di Stato, che non ha ancora emesso la sua sentenza. Questo perché, nelle more, in virtù della sentenza definitiva del Tar la Regione ha aggiudicato i lavori con riserva di legge, chiedendo anche all’impresa delle integrazioni che saranno valutate a brevissima scadenza da una commissione interna del dipartimento regionale Acqua e Rifiuti. Se queste saranno congrue, potremmo essere molto vicini alla stipula del contratto.

Da quel momento ci sarebbero tutti i presupposti per l’avvio dei lavori, con una durata prevista di due anni, per innestarsi all’allacciante di Catania, di cui è in corso la manutenzione». Com’è andata questa estate rispetto a quelle precedenti? «Dobbiamo dire che Goletta Verde ci ha inserito fra i tratti di costa inquinati, ma anche che i controlli dell’Arpa hanno confermato la balneabilità delle acque, con l’eccezione dei due tratti corrispondenti ai due scarichi a cielo aperto. In ogni caso, solo due volte è stato necessario interdire la balneazione a causa dell’alga Ostreopsis ovata. Purtroppo la stagione era cominciata male - aggiunge Drago - con mare sporco e torbido a causa di spazzatura trascinata dalle correnti, e proveniente da Messina e dall’Alkantara, oltre che probabilmente da qualche nave di passaggio. Poi la situazione è migliorata, perché con il battello spazzamare dell’Area Marina Protetta è stato possibile rimuovere in gran quantità bottiglie e sacchetti galleggianti. Rispetto all’anno scorso, hanno anche funzionato a dovere gli impianti di sollevamento, e nella parte finale della stagione stiamo godendo di un mare stupendo in quasi tutta la nostra costa».

 

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Per quanto riguarda la rete fognaria esistente, che dovrà collegarsi alla futura condotta fino al depuratore, se Aci Trezza è quasi del tutto coperta (ma per adesso “costretta” a sboccare a mare dallo scarico davanti alla statua di Padre Pio), Aci Castello è servita solo al 25%, in attesa di un progetto stralcio del Comune di Catania per il completamento delle condotte secondarie di Aci Castello e della Scogliera. Quanti residenti registra Aci Castello in estate? «Oltre quarantamila persone - risponde Drago - il doppio dei nostri cittadini, a cui vanno aggiunti quanti ogni giorno frequentano lidi balneari e locali, che portano il bilancio anche a 80mila persone al giorno». Quasi per miracolo, quel mare in cui si specchia il mito dei faraglioni riesce a essere unico e meraviglioso, nonostante tutto, la burocrazia con le sue pastoie e l’uomo con i suoi limiti e i suoi ritardi. E tra poco tornerà miracolosamente a rigenerarsi dopo l’assedio estivo, ma vorremmo presto vedere sparire quegli scarichi che offendono uno dei tesori più preziosi della nostra terra.

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