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Tra Riposto e Letojanni l’invasione dei liquami dopo le 10

Tra Riposto e Letojanni l’invasione dei liquami dopo le 10

Tra Riposto e Letojanni l’invasione dei liquami dopo le 10

RIPOSTO. Stagione balneare “horribilis”, quest’anno, nella riviera ionica- etnea e dell’Alcantara: acque melmose e maleodoranti, casi di infezioni gastrointestinali, sacchi di spazzatura che galleggiano in mare, turisti in fuga che giurano di non rimettere più piede in questa parte della Sicilia. Ma da dove arriva tutta questa massa di reflui fognari che continua ad invadere la costa che va dal Circondario marittimo di Riposto fino a Letojanni? La risposta che ricorre spesso è che i liquami giungono da zone a nord, quali Roccalumera o Nizza di Sicilia. Se così fosse, le acque che bagnano queste località non sarebbero limpide e cristalline come sono state fino adesso.

Qualcuno azzarda che i reflui arrivino dalla Calabria, spinti dalle correnti verso sud. Sarà vero? Anche questa ipotesi resta da verificare. L’unica cosa certa, al momento, è l’orario che segna la presenza della scia di liquami trasportata dalle correnti: tra le dieci del mattino e il tardo pomeriggio. Nelle ultime settimane, numerosi bagnanti hanno denunciato attraverso social network e forum la presenza di chiazze schiumose e oleose, originate da sversamenti di reflui fognari. Fenomeno che avrebbe causato seri disturbi gastrointestinali ai bagnanti - e sarebbero stati centinaia ad essere colpiti dal batterio escherichia coli - che hanno frequentato la spiaggia di Fondachello nel periodo di Ferragosto.

Dito puntato, per questi sversamenti di acque nere, contro i depuratori consortili della fascia ionicoetnea e del Taorminese. I sindaci dei centri rivieraschi, interessati da tale fenomeno, giurano sulla perfetta funzionalità degli impianti di depurazione che servono i loro paesi. Pochi giorni fa, il sindaco di Letojanni, Alessandro Costa, ha affermato attraverso il sito istituzionale del suo Comune che «dagli elementi in possesso il mare gode di ottima salute» e ha minacciato di denuncia, per tutelare l’immagine della località balneare, chi «diffonde notizie tendenti a creare allarmismo e a screditare Letojanni». «La presenza di reflui di fogna nel nostro mare - sottolinea Rosario Marino del Consorzio Rete Fognante dei Comuni di Taormina, Castelmola, Giardini Naxos e Letojanni - non è certamente dovuta agli impianti di Letojanni e di Giardini Naxos.

Il depuratore di Letojanni, che sorge nella contrada San Filippo, funziona a meraviglia, si tratta di un sistema all’avanguardia. Da poco meno di un mese, l’impianto di depurazione è stato, infatti, riqualificato, dotandolo di membrane a fibre caveche che consentono di depurare tra 150 e 160 mc d’acqua l’ora. Quest’estate abbiamo avuto il picco massimo ad agosto - continua Marino - è abbiamo depurato 5.200 mc giornalieri: se consideriamo che ogni 1.000 mc corrispondono a 5.000 abitanti il risultato è stato ottimo. Ogni quindici giorni vengono, inoltre, eseguiti degli esami batteriologici. Gli ultimi esami hanno confermato l’ottimo stato di salute delle nostre acque».

Cosa dice dell’impianto di contrada di Giardini? «Anche lì sono stati fatti degli interventi straordinari di manutenzione. Non ci sono le fibre cave, ma funziona bene la sezione biologica per il filtraggio delle acque». Funziona bene pure il depuratore consortile di Sant’Anna che serve i Comuni di Giarre, Mascali, Riposto, Fiumefreddo e Sant’Alfio. Lo sostiene il sindaco di Mascali, Luigi Messina, che l’altro ieri su queste colonne è tornato a ribadire, dinnanzi all’ennesima protesta per una scia di sporcizia, che «il depuratore funziona al meglio delle sue possibilità» e che «presto con la realizzazione della condotta sottomarina si risolverà il problema ».

Sul funzionamento dell’impianto c’è da mesi un’inchiesta dell’Ufficio Circondariale marittimo di Riposto. «Dal mese di febbraio - rivela il comandante Luca Provenzano - è in corso un’indagine approfondita sul depuratore consortile, i cui risultati sarà resi noti a breve». Il fenomeno delle fogne che scaricano in mare, da nord a sud, è diventato una triste realtà con cui bisogna fare i conti ogni estate. Che senso ha parlare di turismo

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