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Impugnativa appalti: 50 imprenditori siciliani s’incatenano davanti all’assessorato alle infrastrutture

Impugnativa appalti: 50 imprenditori siciliani s’incatenano davanti all’assessorato alle infrastrutture

Impugnativa appalti: 50 imprenditori siciliani s’incatenano davanti all’assessorato alle infrastrutture

Una cinquantina di imprenditori edili siciliani si sono incatenati davanti all’assessorato alle Infrastrutture in via Leonardo da Vinci, a Palermo. Protestano per dire no a una possibile impugnativa da parte del Consiglio dei ministri della riforma sugli appalti approvata poco meno di un mese fa dal parlamento regionale. Il Cdm ha mosso dei rilievi sollevando dubbi di legittimità perché alcune norme contenute nella legge, violerebbero i principi comunitari sulla libertà di concorrenza. La decisione è attesa per domani, quando il Cdm dovrà decidere se impugnare la legge.

«Il vecchio sistema non funzionava - dice Gaetano Scancarello, impreditore edile che a Palermo ha un’azienda con una decina di dipendenti - La legge approvata dall’Ars si fonda su un meccanismo più trasparente. Non è vero che limita la concorrenza nel mercato. Chi presenta un ribasso superiore al 25% d’ora in poi dovrà presentare i giustificativi di spesa in fase di partecipazione alla gara».

Gli fa eco il presidente regionale del Comitato regionale difesa appaltatori, Antonio Bonifacio, che a Caltanissetta ha un’impresa con 44 dipendenti. «La legge regionale approvata - dice Bonifacio - individua anche un metodo di aggiudicazione delle gare a ribassi contenuti. In prospettiva potrebbe avere riflessi positivi anche sull’occupazione».

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