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Test d’ammissione “infernali” a Catania

Test d’ammissione “infernali” a Catania Climatizzate solo le aule per i professori

2658 gli iscritti che affronteranno le prove di Medicina

Test d’ammissione “infernali” a Catania Climatizzate solo le aule per i professori

I 2658 ragazzi che tenteranno le prove di Medicina domani dovranno vedersela non solo con l’ansia da test, ma anche con il caldo. I ragazzi che dall’1 settembre, a turno, occupano i banchi dell’aula ricavata nel centro fieristico Le Ciminiere, hanno infatti lamentato carenti condizioni di vivibilità nel padiglione F1 che ospita le prove d’accesso ai corsi di studio dei diversi dipartimenti d’Ateneo. L’area in questione è la più vasta del complesso e da diversi anni permette all’Ateneo lo svolgimento delle prove di ammissione ai vari corsi di laurea, accogliendo in un unico posto più di duemila candidati. Ma in una struttura senza un sistema adeguato di climatizzazione e con qualche problema di degrado è difficile per gli studenti dare il massimo.

 

«Siamo consapevoli – dice il Rettore, Giacomo Pignataro - dell’esistenza di alcuni attuali limiti strutturali e funzionali propri del complesso fieristico. Più volte li abbiamo segnalati alla Provincia regionale, che ha in gestione gli edifici. Lo stesso consiglio di amministrazione dell’Università, di recente ha effettuato alcune indagini per individuare sedi alternative, in città o nell’hinterland, per consentire un sereno, confortevole ed equo svolgimento dei test. Ma nessuna soluzione tra le tante vagliate si è, purtroppo, rivelata altrettanto adeguata del complesso di viale Africa in quanto a univocità, capienza e idoneità, disponibilità logistica e vicinanza alla stazione ferroviaria e dei bus».

 

«Non ultimo – prosegue Pignataro - in relazione ai costi, dato che al momento, per l’utilizzo delle Ciminiere dall’1 al 9 settembre, l’Ateneo versa alla Provincia una cifra assolutamente simbolica a copertura delle spese vive e del personale dell’ente in servizio nei giorni delle prove. Tutto ciò che si risparmia per l’affitto della struttura, è impiegato nella copertura degli altri costi per lo svolgimento complessivo delle prove e per l’organizzazione dei corsi zero, finalizzati al recupero dei debiti formativi che dovessero scaturire dai test, in particolare per italiano e matematica».

 

Dalla ex Provincia, Paola Gargano, commissario straordinario, ribatte: «I ragazzi hanno ragione a lamentarsi perché il padiglione F1 nel quale l’Università ha deciso di svolgere i test, non è dotato di un adeguato impianto di climatizzazione. Il consiglio di amministrazione d’Ateneo, come diritto e dovere, ha fatto il sopraluogo nella struttura ed è sempre stato a conoscenza dell’assenza degli impianti di climatizzazione dello spazio scelto. Eppure è permesso loro di utilizzare anche le aree C1, C2 ed E5 dotate di aria condizionata. Sarebbe bastato dislocare i ragazzi in questi locali per evitare ogni sorta di lamentela, come consigliato dallo stesso personale del plesso Le Ciminiere».

 

«Il surplus dell’università – prosegue Gargano – consisteva solo nell’aumento del personale di sorveglianza. I test, tuttavia, sono diurni. Quindi, non è da escludere l’intervento a costo zero di personale già impiegato in altre strutture. La problematica va avanti già da tempo. Più volte i ragazzi, sempre diversi, hanno palesato le pessime condizioni con le quali sono costretti ad affrontare una prova davvero difficile. Pensiamo a loro. Pagano per avere accesso non a una possibilità di lavoro bensì agli studi nella facoltà che desiderano frequentare. Questo momento, per loro e per le famiglie, è davvero delicato. Sono stressati, arrivano al giorno dei test in preda al panico. Viverlo in condizioni poco confortevoli non aiuta».

 

«Il problema della vigilanza – conclude - non è insormontabile. Si tratterebbe di sola mezza giornata. È vero che il ricavato dell’accesso alle prove d’ingresso è utilizzato per iniziative in supporto delle attività didattiche. Ma anche il momento della prova ha la sua importanza e dignità. L’amministrazione provinciale non si può assumere l’impegno finanziario di dotare di maggiori comfort l’area espositiva delle Ciminiere. Noi, comunque, abbiamo dato l’alternativa proponendo le aule climatizzate. Occorre chiedersi perché per iniziative di privati svolte nell’area F1 è stata chiesta la sistemzazione di impianti adeguati di climatizzazione, mentre l’università ha voluto la climatizzazione per un solo locale, meno esteso dello spazio adibito ai test, ma rivolto ad accogliere le riunione dei professori. Organizziamoci per il bene dei ragazzi. I piccoli ventilatori sulle mensole non riescono certo a dare sollievo».

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