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Catania, luci"fai da te" sulleTerme romanedell'Indirizzo

Catania, luci fai da te sulle Terme dell'Indirizzo

Si chiama #MonumentoAdottato il blitz provocatorio dei volontari di Agorà Hostel 

Catania, luci fai da te sulle Terme dell'Indirizzo

«Le Terme sono dentro un carcere di massima sicurezza. Qualcuno venga a liberarle». Non si nasconde certo dietro i convenevoli Stefano Magro, titolare e tra i responsabili dell’Agorà hostel di Piazza Currò, strategica enclave della movida catanese, tra Castello Ursino e Pescheria. E le sue parole sembrano solo l’esplicitazione di una provocazione che il suo staff ha già messo in piedi, a metà agosto, con la pulizia e l’illuminazione di un monumento quasi dimenticato, scomparso per mesi anche dai cartelli informativi, adesso ripuliti dai volontari, e poco conosciuto persino dai catanesi, le Terme romane dell’Indirizzo. Una provocazione passata quasi sotto traccia nell’afa di un’estate che ha portato quest’anno in Sicilia un quindici per cento di aumento delle presenze turistiche, lasciando però, al tempo stesso, negli occhi dei turisti gli interrogativi di sempre.

 

 

«Abbiamo voluto dare anche un nome alla nostra iniziativa – spiega Magro –, ribattenzadola “#Monumento adottato” e devo ammettere che, finora, si sta rivelando un grande successo. Basta notare quante persone si sono finalmente accorte della meraviglia che avevano davanti agli occhi e in questi giorni allungano lo sguardo oltre le grate di ferro per dare un’occhiata. E’ stato sufficiente mettere un piccolo led da un kilowattora di fronte la facciata principale e spendere appena 500 euro per restituire ai visitatori un gioiello nascosto».

 

 

Magro e i suoi collaboratori mettono l’accento sulla valenza dimostrativa del loro intervento. Un “blitz” che ha portato responsabili e dipendenti dell’ostello a scavalcare l’inferriata «totalmente estranea e fuori luogo rispetto al complesso architettonico» posta a barriera delle Terme, per ripulire l’atrio che separa i resti romani dalla piazza e creare un passaggio stradale di accesso al monumento. «Ci assumiamo tutte le responsabilità di un gesto che solo gli ipocriti potrebbero considerare un “abuso” – sottolinea Magro – e ci rivolgiamo per l’ennesima volta alle amministrazioni. Non solo a quella catanese, a nostro avviso sorda alle esigenze dei cittadini che vogliono riappropriarsi di ciò che gli appartiene».

 

 

Il j’accuse dell’albergatore si scaglia contro uno stato di immobilità con cui i gestori della struttura di Piazza Currò sarebbero stati costretti a confrontarsi già dal Duemila. «In quell’anno abbiamo chiesto per la prima volta all’amministrazione comunale di intervenire. L’unica cosa che abbiamo ottenuto, e a distanza di anni, è stato la richiesta, da noi subito esaudita di mettere gratuitamente i nostri servizi igienici  a disposizione di un guardiano del sito archeologico. di predisporre accanto alla nostra struttura i servizi igienici per un guardiano». Poi aggiunge: «Abbiamo anche presentato a un ingegnere che ha avuto in passato incarichi dal Comune un progetto per la semplice messa in sicurezza delle Terme dell’Indirizzo. Ci ha prospettato una spesa di poco inferiore ai 100mila euro e nessuna garanzia sui tempi di conclusione dei lavori. A questo punto il nostro invito ai politici è quello di continuare a dormire, permettendoci però di agire in piena autonomia». 

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