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Esposto dell’associazione Rita Atria contro i magistrati del Cga

Esposto dell’associazione Rita Atria contro i magistrati del Cga

Al centro dell’esposto la sentenza non definitiva con la quale è ordinata la verificazione su costruzione procedimento amministrativo del Muos di Niscemi, nominando, tra gli altri, tre ministri della Repubblica

Esposto dell’associazione Rita Atria contro i magistrati del Cga

PALERMO - L’associazione “Rita Atria” ha presentato un esposto alla Procura di Palermo nei confronti di due amministrativi, Marco Lipari e Gabriele Carlotti, rispettivamente presidente del collegio del Consiglio di giustizia amministrativa ed estensore della sentenza, non definitiva, sul Muos. L’atto, depositato dall’avvocato Goffredo D’Antona e comunicato con una nota, è finalizzato a «verificare la sussistenza del reato di abuso in atti di ufficio».  

Al centro dell’esposto, «la sentenza non definitiva del Cga del 3 settembre scorso con la quale, tra l’altro, è ordinata una nuova verificazione su costruzione procedimento amministrativo del Muos di Niscemi, nominando, tra gli altri, tre ministri della Repubblica».  Per l’associazione è «un fatto non solo non opportuno, visto che il Cga si deve pronunziare su un appello proposto da un ministro» mentre «il codice stabilisce che il verificatore debba essere estraneo alle parti in giudizio».  L’associazione contesta anche la sentenza che impone al Comune di Niscemi, «vincitore in primo grado davanti al Tar», tutte le spese della verificazione, che «appaiono ingentissime» e che «difficilmente potrà sostenerle». L’associazione Rita Atria «chiede alla magistratura se queste circostanze non siano imputabili “a conflitti di interessi».

«Il Comune di Niscemi formalmente non aveva vinto in primo grado, atteso che il suo ricorso era stato dichiarato improcedibile». Lo dice il presidente del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), Raffaele Maria De Lipsis, in riferimento alla recente pubblicazione della sentenza, non definitiva, del Cga relativa al Muos di Niscemi.  «È stata disposta una verificazione e non una consulenza ed è noto che le spese per la sua effettuazione sono, di norma, molto più basse rispetto alla consulenza tecnica; comunque, si tratta di una anticipazione per la quale il Comune può rappresentare - con istanza motivata - eventuali impossibilità oggettive al suo pagamento, lasciando al Collegio l’adozione di scelte alternative - aggiunge il presidente del Cga - Inoltre, la scelta del verificatore tra amministrazioni statali non parti in causa, anche su un giudizio nei confronti di ministeri (diversi) è normalissima; così come l’affidamento della scelta del nominativo affidata al vertice del soggetto incaricato. In ogni caso, la regola processuale sempre applicata dal Cga è che le spese della verificazione (al pari di quelle della consulenza) siano anticipate dalla parte che avanza il motivo in relazione al quale si pone un’esigenza di accertamenti istruttori e, nella fattispecie, la verificazione è stata disposta in relazione a un motivo formulato in primo grado dal Comune di Niscemi».  Infine, non è stato scritto in sentenza che il mancato pagamento della consulenza comporterebbe sicuramente la vittoria del Ministero della difesa, ma solo che il collegio valuterà le ragioni dell’eventuale mancato pagamento delle spese della verificazione a norma dell’art. 116 c. p. c.  

La puntualizzazione arriva anche sulla incompatibilità del magistrato relatore, in quanto titolare di un incarico presso l’Autorità per l’energia elettrica gas e sistema idrico e componente di un gruppo di studio per la redazione di un Codice dell’ambiente. «Si precisa - aggiunge il presidente De Lipsis - da un lato, che l’Aeegsi non ha alcuna competenza in materia di emissioni elettromagnetiche, di difesa, di ambiente e di tutela della salute e, dall’altro, che la nomina in seno al citato gruppo di studio (che avrebbe operato a titolo gratuito presso il Ministero dell’ambiente, che non è parte in causa nel contenzioso de quo) non ha mai avuto ulteriore corso, in quanto l’iniziativa dell’allora ministro Orlando non ha avuto alcun seguito e il gruppo di studio non si è mai riunito».

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