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P. Empedocle, niente processione davanti la casa dei parenti del boss

P. Empedocle, niente processione davanti la casa dei parenti del boss

Le forze dell’ordine vietano il passaggio della statua di San Calogero nella strada dove abitano i familiari di Gerlandino e Fabrizio Messina, boss di mafia in carcere
P. Empedocle, niente processione davanti la casa dei parenti del boss
PORTO EMPEDOCLE - Qualcuno diceva: «C’è più polizia che gente». La gente c’era, come sempre, ma è vero che oltre alla polizia di Stato, al seguito, davanti e intorno alla statua di San Calogero c’erano anche numerosi carabinieri, finanzieri, tutto il comando della polizia municipale. La processione in onore del santo copatrono della cittadina marinara doveva tenersi così, sotto lo stretto controllo delle forze dell’ordine dopo i bagordi, gli eccessi e l’anarchia degli anni scorsi. Molti hanno storto il naso, ritenendo tale sforzo sproporzionato, ma la maggioranza ha accolto con favore questa «tirata di cinghia» nei confronti di chi riteneva la festa in onore di San Calogero un sorta di «festival» delle nefandezze.     Ma è quanto accaduto intorno alle 21 in via Crispi che ha lasciato la traccia più indelebile negli occhi e nella mente di tutti.

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