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Tutto sui test d’ingresso per Medicina

Tutto sui test d’ingresso per Medicina a Catania 270 i posti disponibili

I 2.658 aspiranti camici bianchi pensano già al piano B

I 2.658 aspiranti camici bianchi pensano già al piano B

Tutto sui test d’ingresso per Medicina a Catania 270 i posti disponibili

Al via oggi nelle Università italiane i test di ingresso alla facoltà di Medicina. A Palermo 2.297 i candidati per 200 posti disponibili, 97 a Caltanissetta e 15 per Odontoiatria e protesi dentaria. 2.658 gli aspiranti camici bianchi a Catania: i test unificati di accesso alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria, per quest’anno, sono già storia. E online è caccia alle risposte alle 60 domande della prova d’accesso, in attesa che il Miur metta in rete le soluzioni ufficiali.  Dal 7 ottobre, invece, sarà disponibile la graduatoria nazionale nominativa e sarà possibile procedere alle immatricolazioni secondo quanto previsto dal bando. Per Medicina e Chirurgia i posti a disposizione sono 270, più 2 per studenti non comunitari e 1 per studenti cinesi; mentre in 15 coroneranno il sogno di studiare Odontoiatria e Protesi dentaria, più 1 studente non comunitario e 1 cinese.  La maggior parte di chi non ce la farà, invece, ha già un piano B. Anche se tanti ragazzi, pur di realizzare il sogno di Medicina, sono disposti a ritentare negli anni a venire. Non manca chi è disposto a trasferirsi all’estero, dove l’iscrizione alla facoltà non è vincolata al superamento dei test di ingresso a numero chiuso. Non ultimi, in molti hanno rivelato la presa in valutazionedella possibilità diiscrizionel ibera a Enna, nella succursale dell’università rumena “Dunarea de Jos” di Galati. Ma dai genitori arrivano i primi divieti: è una strada da non percorrere. Il resto in cronaca di domani.

 

Ma a quanto ammontal’incasso delle Università italiane in cui gli aspiranti camici bianchi stanno svolgendo i Test di accesso a Medicina? Circa tre milioni di euro. Secondo una stima realizzata dal portale specializzato Skuola. net, i 57.000 aspiranti camici bianchi attesi oggi alla prova nelle università pubbliche hanno infatti sborsato complessivamente una cifra vicina ai 3 milioni di euro. Il tutto nonostante una contrazione degli iscritti paganti di ben 7.000 unità rispetto alla precedente tornata. Solo poco più di 9.000 candidati eccellenti avranno il posto, agli altri la magra consolazione di ritentare. Infatti, secondo un’indagine di Skuola. net su 600 candidati, 3 su 4 hanno già contemplato l’opzione fallimento e si sono preventivamente iscritti ad almeno un altro test d’ingresso, versando la relativa tassa. Buone notizie per le casse degli Atenei, che con buona probabilità riescono a marginare con la tassa d’iscrizione. In teoria il costo vivo della prova di selezione dovrebbe essere simile per tutte le università pubbliche. D’altronde ai candidati viene somministrato lo stesso test, ideato, prodotto, distribuito e corretto dal Cineca.  

 

Eppure la forbice dei costi di iscrizione al test di Medicina è compresa tra i 10 euro di Milano Bicocca e i 100 euro delle quattro università più costose: la Federico II e la Seconda Università di Napoli, L’Università del Piemonte Orientale Vercelli- Avogadro, l’Università di Salerno. Con 90 euro di costo di iscrizione rientra tra le prime 5 l’Università di Messina. Ben più economiche, dopo la Bicocca di Milano, le sarde Cagliari e Sassari (22 euro e 25 euro), e la veneta Padova (27 euro). Molto al di sotto la media, che si attesta intorno ai 50 euro a candidato per le università pubbliche, Tor Vergata di Roma e l’Università de L’Aquila: chiedono “solo” 35 euro. Su questa base si può stimare che nelle casse delle università pubbliche entrino poco meno di 3 milioni di euro. Si tratta di una rendita di circa 300 euro per ogni posto messo a disposizione. 

 

Ma che volto hanno questi 57mila candidati? Si tratta per lo più di aspiranti matricole al primo tentativo, ma ben 1 su 7 ci riprovano almeno per la seconda volta. Si sta impegnando da tempo per tentare di spuntarla: solo il 10% circa ha iniziato a studiare poco prima del test, o da qualche settimana. Tutti gli altri sono sui libri da mesi. Addirittura, 1 su 4 sostiene di allenarsi da circa un anno. Il metodo di studio? Tra libri e internet. Se il 40% circa dichiara di preferire il cartaceo, il 37% si sposta sulle simulazioni online. Cosa spinge l’aspirante medico o dentista a tentare una prova di ammissione così selettiva? Anche se non manca un buon 18% che si dice spinto da opportunità di carriera e di guadagno, per la maggioranza, circa il 73% del campione, è una questione di passione. E se va male, il piano B è riprovarci l’anno successivo: non mollerà la presa la maggioranza degli intervistati, circa il 60%. E se circa 1 su 3 proverà altre strade, una buona fetta, il 5%, tenterà la scorciatoia dell’università straniera.

 

 

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