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Dopo i nubifragi, splende il sole ma la Sicilia ora conta i danni

Dopo i nubifragi, splende il sole ma la Sicilia ora conta i danni

Oggi in tanti centri operai al lavoro per liberare le strade da fango e detriti. Intere coltivazioni di frutteti, uliveti, carciofi e ortaggi sono state colpite dal maltempo che ha danneggiato le produzioni
Dopo i nubifragi, splende il sole ma la Sicilia ora conta i danni
CATANIA - Dopo i nubifragi di ieri, oggi in quasi tutta la Sicilia è tornato a splendere il sole e le condizioni meto sono previste buone per i prossimim giorni, ma intere coltivazioni di frutteti, uliveti, carciofi e ortaggi sono state colpite dal maltempo che ha danneggiate le produzioni della Sicilia. È quanto emerge dal bilancio dei danni provocati dal maltempo in Sicilia, dalla provincia di Catania a quella di Messina. I violenti temporali, sottolinea la Coldiretti, hanno colpito le campagne e danneggiato le pregiate colture dell’isola; ovunque si registrano smottamenti e le frane che rendono difficile la viabilità nelle aree più isolate.   In molti centri oggi operai al lavoro per rimuovere fango e detriti che hanno invaso alcune strade in seguito al maltempo che ha investito ieri la Sicilia. Numerosi gli allagamenti, per i quali ieri è stato richiesto l’intervenuto dei vigili del fuoco con le pompe idrovore per liberare alcuni automobilisti rimasti intrappolati nelle auto. Adesso la situazione sta tornando gradualmente alla normalità, ma la conta dei danni non è ancora finita.     «Stiamo lavorando ad una stima dei danni dopo l’eccezionale ondata di maltempo di ieri e dalle prime segnalazioni arrivate dei nostri associati la situazione risulta essere molto grave nella zona di Mineo e nel calatino», ha detto il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi. «In alcune zone è andata distrutta l’intera produzione di olive e arance ma quel che più preoccupa sono i danni strutturali subiti dalle piante», ha detto ancora Selvaggi. «Nei prossimi giorni avremo un quadro chiaro dei danni, ma sin da ora possiamo affermare che ci sono gli estremi per chiedere lo stato di calamità, la sospensione del pagamento dell’Imu e concreti aiuti fiscali con un rinvio dei pagamenti di contributi e cartelle».

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