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All'Expo riconoscimenti a migliori start up: tre sono siciliane

All'Expo riconoscimenti a migliori start up: tre sono siciliane

Squisilia e Italeatbox di Catania, e Kore di Marsala riceveranno 30 mila euro

All'Expo riconoscimenti a migliori start up: tre sono siciliane

PALERMO - Il ministero delle Politiche agricole ha premiato questa mattina a Expo 25 start up italiane per dare un riconoscimento ai nuovi talenti. Ben tre delle aziende che hanno avuto il riconoscimento sono siciliane. Si tratta di Squisilia, Kore e Italeatbox. Ogni start up riceverà trentamila euro.

 

Squisilia è un'azienda di Catania ideata da Niccolò Santocchini che ha valorizzato la tradizione del padre Marcello, chef da trent'anni, creando una serie di pasta secca, sughi pronti e salse, ma soprattutto un punto vendita a Catania dove si fanno i primi espressi con le ricette della tradizione. Tra pochi mesi, un altro punto vendita aprirà a Bruxelles.

 

Premiata anche l'azienda Kore di Marsala (Tp), un un consorzio di produttori di melograno nato nel maggio 2014 con l'intento di raccogliere e valorizzare le esperienze, maturate a partire dal 2008, di alcuni produttori siciliani. Adesso conta 41 produttori che hanno un marchio unico. "Con impegno quotidiano e costante - dice l'amministratore delegato Maurizio Abate - Kore punta al raggiungimento dei suoi obiettivi: valorizzare e tutelare la produzione agricola dei soci; raccogliere, trasformare e commercializzare il melograno e i suoi prodotti e derivati; promuovere tecniche di produzione rispettose dell'ambiente e il miglioramento della qualità dei prodotti offerti sul mercato. Per individuare le tecniche giuste sono andato in Israele, dove c'è una lunga tradizione. Adesso ci specializzeremo anche nell'estrazione di succo e di sostanze per la farmaceutica".

 

La start up catanese Italeatbox è nata da un'idea dei fratelli Mirko e Fabio Platania (27 e 33 anni, rispettivamente avvocato ed esperto in comunicazione) - che nell'ambito di Expo 2015 realizzeranno un percorso di promozione proprio attraverso i finanziamenti ottenuti. L'idea d'impresa è espressa nel nome stesso della start up: Ital-eat-box, cioè la scatola del cibo italiano, facile da trasportare e soprattutto esportare, che contiene prodotti artigianali di qualità e ricetta ad hoc per preparare in casa i piatti più amati, ma anche i più ricercati, del Bel Paese. "La nostra 'food box' - dicono - è stata scelta perché possiede tutte le potenzialità: la valorizzazione delle tipicità territoriali e delle tradizioni produttive, l'innovazione dei sistemi dell'agricoltura e della trasformazione, l'impiego dei giovani, e la valorizzazione delle eccellenze. A breve le nostre 'scatole' saranno vendute in piccoli shop di prodotti di nicchia e cercheremo di fare un accordo con b&b per fornire le box come welcome kit".

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