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Preso l’armiere del clan dei Ceusi Era latitante da giugno a Aci Trezza

Preso l’armiere del clan dei Ceusi Era latitante da giugno a Aci Trezza

Carmelo Piacente è stato rintracciato da un poliziotto che libero dal servizio lo ha ricnosciuto e bloccato non prima di avere avvertito i suoi colleghi. Nel 2009 nella sua casa furono trovate le armi della cosca
Preso l’armiere del clan dei Ceusi Era latitante da giugno a Aci Trezza
E’ finita ad Aci Trezza la latitanza di Carmelo Piacente, 50 anni, l’armiere del clan dei “Ceusi” di Picanello. L’uomo, pregiudicato, era irreperibile dello scorso mese di giugno quando si sottrasse alla cattura perché destinatario di un provvedimento di fermo emesso dalla Dda di Catania perché indiziato del delitto di porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo, nonché ricettazione delle medesime. Piacente è stato catturato grazie all’intuizione di un poliziotto della Squadra Mobile di Catania che, libero dal servizio, si trovava ad Aci Trezza ed ha notato, nei pressi del lungomare, Carmelo Piacente. L’uomo indossava un cappellino ed occhiali da sole, ma il poliziotto lo ha riconosciuto. L’agente ha subito avvertito i colleghi e sul posto sono stati inviati diversi altri poliziotti. Ma Piacente si stava però allontanando e allora il poliziotto anche se libero dal servizio ha deciso di intervenire bloccando Piacente. Carmelo Piacente è il fratello del più noto Giovanni Piacente, 54anni, che in carcere sta scontando l’ergastolo, e già nel 2009 era stato posto in stato di fermo per reati di armi nel 2009. Infatti nel gennaio di sei anni fa a seguito di una perquisizione nella casa di Piacente i poliziotti trovarono due fucili mitragliatori Kalashnikov AK47, un fucile mitragliatore Uzi, una pistola mitragliatrice Skorpion, tre pistole di vario calibro corredate da silenziatori di fattura artigianale e diversi caricatori nonché oltre 500 munizioni di vari calibro. Nel garage di Piacente furono trovate numerose copie di armi, anche da guerra, e dell’occorrente per modificarle in modo da renderle atte allo sparo, nonché di attrezzature idonee a caricare munizionamento. Anche in quel caso Piacente si diede alla macchia ma fu catturato dopo una settimana a Messina. Piacente è stato rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.

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