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Licata, prima picchiato e poi ammazzato

Licata, prima picchiato e poi ammazzato perché non paga debito di droga: tre arresti

Risolto il caso dell’omicidio di Angelo Truisi / VIDEO 1 - VIDEO 2

Licata, prima picchiato e poi ammazzato perché  non paga debito di droga: tre arresti

Lo hanno prima ucciso, dopo averlo brutalmente percorso, e successivamente hanno dato fuoco al cadavere. Il tutto per una questione di debiti legata allo spaccio di stupefacenti. La Squadra mobile di Agrigento ha arrestato su ordine del gip del Tribunale di Agrigento Francesco Provenzano che ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Carlo Cinque, i presunti assassini di Angelo Truisi, il cui cadavere fu trovato il 2 gennaio di quest’anno in contrada Nicolizia a Licata.

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In manette sono finiti Diego Catania di 22 anni, di Angelo Cannizzaro di 20 anni tutti e due di Licata e di Salvatore Gueli, 40 anni di Gela. I provvedimenti cautelari di custodia in carcere sono arrivati dopo le perizie che hanno consentito di ricostruire esatamente che cosa sia accaduto. Secondo il sostituto procuratore Carlo Cinque che ha indagato con il coordinamento del procuratore Renato Di Natale e del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, Truisi è stato ucciso con un colpo all’addome di fucile calibro 12.

 

Il delitto è stato commesso per punire Truisi che non aveva pagato alcuni debiti legati ad un traffico di cocaina. La vittima è stata portata in un luogo isolato dove è stato prima selvaggiamente picchiato, poi ucciso e successivamente i tre avrebbero dato fuoco e abbandonato il cadavere.

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