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Agrigento, dimesso da ospedale muore a casa: indagati 8 medici

Agrigento, dimesso da ospedale muore a casa: indagati 8 medici

La vittima è un uomo di 63 anni che si era presentato al pronto soccorso lamentando una serie di malesseri. Ma è stato dimesso ed è morto a casa. La denuncia presentata dal cognato, l’imprenditore Moncada
Agrigento, dimesso da ospedale  muore a casa: indagati 8 medici
La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto sul registro degli indagati otto medici dell’ospedale San Giovanni di Dio della città dei Templi. Si tratta di professionisti del pronto soccorso, cardiologia e radiologia tra i quali, appunto, un cardiologo e un radiologo che tra sabato mattina e domenica pomeriggio trattarono la situazione cliniche di Sebastiano Bellanca. Ovvero l’uomo di 63 anni recatosi nel nosocomio del capoluogo sospettando di avere i sintomi di un insorgente infarto cardiaco. Sottoposto agli accertamenti clinici del caso, il sessantatreenne venne dimesso dopo quasi un giorno, evidentemente rassicurato sulle sue condizioni di salute. Una volta nella propria abitazione, Bellanca è morto. A quel punto i parenti decisero di sporgere denuncia dinanzi ai carabinieri. La vicenda è stata immediatamente presa in debita attenzione dalla procura agrigentina, col sostituto procuratore della Repubblica Matteo Delpini pronto ad aprire un’indagine e a disporre l’autopsia sulla salma. L’incarico è stato conferito al medico legale Procaccianti e proprio oggi pomeriggio è previsto il giuramento e, quasi certamente, lo stesso esame autoptico. Un esame che ovviamente sarà determinante per accertare, innanzitutto la causa del decesso. La notizia dell’iscrizione sul registro degli indagati da parte della magistratura agrigentina di questi otto medici è trapelata ieri mattina, tanto che lo stesso avvocato nominato dalla famiglia Bellanca, il legale Marco Giglio fino alla tarda mattinata non era al corrente dei nomi degli indagati e di quanti in effetti fossero indagati. Si tratta ovviamente di un atto dovuto e che coinvolge tutti coloro i quali, in un lasso di tempo tanto «lungo», di circa 24 ore hanno monitorato il quadro clinico di un uomo che, fino a quel momento, a detta dei parenti, non avrebbe mai manifestato particolari patologie. Bellanca era cognato dell’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada, pronto a «scendere in campo» in prima persona per denunciare quanto sarebbe accaduto al proprio congiunto. I medici indagati sono assistiti dagli avvocati Katjuscia Amato, Nicola Grillo, Antonino e Vincenza Gaziano, i quali hanno nominato il medico legale Mulone come consulente di parte, delegandolo ad assistere all’autopsia.

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