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Il Csm a Palermo, Legnini: «Difficile ricostruire la mappa degli incarichi»

Il Csm a Palermo, Legnini: «Difficile ricostruire la mappa degli incarichi»

Il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, è a Palermo per incontrare il presidente della Corte d‘appello e il presidente del Tribunale dopo le polemiche nate dall‘inchiesta della Procura di Caltanissetta

Il Csm a Palermo, Legnini: «Difficile ricostruire la mappa degli incarichi»

«Il Csm ha aperto tempestivamente una pratica subito dopo avere avuto notizia dell’inchiesta di Caltanissetta». Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, a Palermo con una delegazione dell‘organo di autogoverno dei magistrati per incontrare il presidente della Corte d‘appello e il presidente del Tribunale dopo le polemiche nate dall‘inchiesta della Procura di Caltanissetta sulla sezione misure di prevenzione del Tribunale.   Ai giornalisti che gli chiedevano perché il Csm, nonostante da mesi si parlasse di presunti illeciti sull‘assegnazione degli incarichi agli amministratori giudiziari dei beni confiscati, si sia mosso solo dopo l‘apertura di un‘inchiesta, ha risposto: «Il Csm si muove su atti di impulso precisi. È difficile immaginare azioni che nascano da soli sospetti o senza elementi precisi».   Il vicepresidente del Csm ha sottolineato inoltre: «A noi interessa che la sezione misure di prevenzione prosegua la sua attività regolarmente e che si salvaguardi tutto il buono che è stato fatto finora, che le autorità giudiziarie siano messe in condizione di fare accertamenti che chiariscano tutto quello che è accaduto e che la I Commissione e il plenum possano acquisire gli elementi per eventuali provvedimenti urgenti che riportino il prestigio sull‘azione della magistratura».   «Ci ha colpito la difficoltà di ricostruire la mappa precisa degli incarichi conferiti agli amministratori giudiziari. Ciò conferma che serve una organizzazione trasparente». Lo ha detto il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini a Palermo con una delegazione dell’organo di autogoverno dopo le polemiche nate dall’apertura di un’inchiesta sulla sezione misure di prevenzione del Tribunale del capoluogo. Coinvolti quattro magistrati tra cui l’ex presidente della sezione Silvana Saguto accusata di illecito nella assegnazione degli incarichi di amministratori giudiziari di beni confiscati alla mafia. Già il presidente del tribunale di Palermo Salvatore Di Vitale aveva lamentato la difficoltà di avere un quadro preciso della gestione della sezione sottolineando di avere invano chiesto un report ai giudici della sezione che, dopo l’inchiesta, è stata azzerata.   «La prima commissione va avanti. Se sopravverranno istanze disciplinari, vedremo. Noi siamo titolari di entrambe le funzioni». Così il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se potessero procedere di pari passo l’eventuale procedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale e quello disciplinare a carico dei magistrati coinvolti nell’inchiesta su presunti illeciti nell’assegnazione degli incarichi di amministratori giudiziari conferiti dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo.

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