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Terme dell'Indirizzoluci fai da te rimosseMa all'interno del sitoanche lastre di Eternit

Terme Indirizzo, rimosse le luci "fai da te". Ma nel sito anche lastre di Eternit

La decisione dei vertici dell'ente: «Gesto arbitrario e grave». Il sito abitato per un mese da una famiglia di clochard

Terme Indirizzo, rimosse le luci "fai da te". Ma nel sito anche lastre di Eternit

Stenta a crederci anche Carmela Vella, direttrice del Museo regionale e del Parco archeologico di Catania, quando si assicura la presenza di lastre di Eternit all’interno delle Terme dell’Indirizzo di piazza Currò. Eppure è capitato anche questo, negli ultimi mesi, in quello che resta uno siti monumentali più trascurati dell’intero territorio etneo. Un piccolo gioiello rimasto per anni nell’oscurità e nell’incuria, nonostante il parziale restauro. Cartacce, bottiglie in frantumi e immondizia lungo il perimetro che delimita il complesso termale e al suo interno; una giovane famiglia straniera che per oltre un mese ha occupato abusivamente gli ambienti dell’antico calidarium romano, utilizzandoli anche come servizi, e la triste meraviglia di passanti e turisti che non riescono a credere ai propri occhi. 

 

 

Un problema di fruizione, ma anche di mera visibilità del monumento stesso reso più evidente dalla provocazione messa in atto da dipendenti e responsabili di Agorà Hostel che avevano “ovviato” al problema in modo autonomo, attraverso l’installazione di alcuni led per una potenza complessiva di un kilowattora. Una soluzione “fai da te” che non è piaciuta ai vertici del Parco archeologico - «un gesto arbitrario grave» e che ha portato, solo pochi giorni dopo l’installazione, alla rimozione del mini impianto d’illuminazione. «I lavori di pulizia e valorizzazione del monumento – annuncia Vella - sono appena stati assegnati dalla Sopraintendenza ad una ditta di Nicolosi per un importo di poco inferiore ai 50mila euro e dovrebbero concludersi entro tre mesi. Contiamo però di imprimere un’accelerazione e di farcela entro quaranta giorni». 

 

Francesco Privitera, responsabile dell’Ufficio Affari generali e del Personale del Museo regionale parla di un intervento che dovrebbe comprendere anche l’allestimento di un «impianto di illuminazione del sito», oltre alla «pulizia dell’ingresso, alla sistemazione dell’area scavata, la piantumazione di due alberi e di altre piante». Indicazioni in parte confermate dal titolare della impresa assegnataria dei lavori, Prospero Sciuto, che specifica: «Per il monumento credo si tratti di una soluzione tampone. I lavori consisteranno fondamentalmente nella pulizia dell’area antistante gli ambienti coperti, nella creazione di un box servizi e di un altro adibito a biglietteria e nell’installazione di due fari d’illuminazione». 

 

 

Resta un giallo, invece, la mancata segnalazione dell’occupazione abusiva del monumento da parte di una giovane coppia straniera con cani al seguito che, secondo le testimonianze dei dipendenti dell’ostello e di diversi residenti della zona, avrebbe dimorato indisturbata all’interno del sito per oltre un mese, dalla metà di agosto. «Non ne eravamo a conoscenza – commenta Vella – Ma il problema resta sempre quello della carenza di personale. Non abbiamo al momento un numero di guardiani sufficiente a sorvegliare il sito con una certa frequenza – sottolinea Vella – e per le Terme dell’Indirizzo non è stato ancora previsto un sistema di allarmi in grado contrastare il fenomeno degli accessi abusivi». 

 

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