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Addio a 700 cassonetti: è la svolta

Addio a 700 cassonetti: è la svolta del porta a porta per 45 mila catanesi

A fine ottobre il nuovo sistema di raccolta rifiuti nell’area centrale

Addio a 700 cassonetti: è la svolta del porta a porta per 45 mila catanesi

La quotidiana incombenza di gettare o differenziare i rifiuti negli appositi cassonetti cambierà da fine ottobre, gradualmente ma in modo radicale, per 17mila famiglie e 45mila catanesi residenti nel rettangolo di città che pubblichiamo a fianco, delimitato dal viale Odorico da Pordenone a nord, da via Sturzo a sud, e lateralmente da via Caronda, e sull’altro fronte dal confine di quest’area centrale con Picanello, comprendente anche piazza Europa.  

La questione non è da poco, si tratterà di passare dall’attuale “differenziata stradale” con i cassonetti alla raccolta porta a porta, con un sistema che impone regole e orari più precisi e non privo di difficoltà, almeno per Catania, anche se con grandi margini di miglioramento per la vivibilità e la pulizia della città, che dovrebbe consentire di incrementare il recupero dei rifiuti fermo all’undici per cento. I cassonetti che verranno gradualmente eliminati in quest’area centrale della città saranno settecento, mentre tra un paio di giorni il Comune dovrebbe aggiudicare in via definitiva la gara d’appalto per la fornitura dei bidoni e dei sacchetti necessari alla nuova raccolta da consegnare alle famiglie dopo l’opportuna fase di comunicazione. Il consorzio Conai, infatti, che ha siglato un accordo con il Comune, da ottobre aprirà un ufficio per coordinare l’avvio del nuovo sistema di raccolta.  

Sarà una scommessa molto più impegnativa di quella che può considerarsi vinta al Villaggio Goretti, periferia almeno in questo caso e per una volta felice, dove dopo tre mesi la percentuale di raccolta differenziata sfiora il sessanta per cento, e dove l’addio ai cassonetti ha lasciato pochi strascichi e pochi rimpianti. Con le dovute eccezioni, si capisce, da parte di quei residenti del quartiere vicino all’aeroporto più legati alle vecchie abitudini, o forse meno propensi a rispettare in modo preciso regole e orari - come il porta a porta impone - che ogni giorno “consegnano” ai cassonetti delle zone vicine i propri rifiuti, 1.800 chilogrammi circa a settimana, secondo una stima del Comune.  

Stavolta, nella seconda fase che gradualmente sarà avviata dalla fine di ottobre in un’area molto più centrale, e che rappresenta un avvicinamento a quello che dalla prossima primavera (salvo complicazioni, ricorsi ed eventuali proroghe) dovrà essere col nuovo appalto il sistema a regime, ovvero la raccolta porta a porta nell’intera città, l’addio ai cassonetti si preannuncia molto più complicato; e non a caso il Comune, col supporto del Conai, ha studiato in modo anche più approfondito il progetto che dovrà consentirgli di cambiare metodo intanto da fine ottobre nell’area centrale di propria competenza (nei quartieri a nord e a sud il servizio è svolto dal consorzio Ipi Oikos, commissariato), in attesa del nuovo appalto che riunifichi il tutto affidando a un’impresa il servizio nell’intera area urbana con un unico sistema di raccolta, per uscire da tutte le problematiche scaturite con l’attuale appalto dal frazionamento di territorio e competenze.  

Questione molto più complessa, dunque, l’avvio del porta a porta per 17mila famiglie e 45mila catanesi nell’area segnata dal “rettangolo” di città che pubblichiamo nella mappa a fianco, perché dalle case terrane del Villaggio Goretti, dove è anche più semplice depositare il sacchetto nel giorno e all’orario previsto nel bidone davanti alla porta, passiamo a un contesto urbanistico e residenziale del tutto differente e più diversificato, in gran parte caratterizzato da palazzi, con una densità abitativa molto elevata. Di conseguenza, sarà molto più complessa la logistica e l’organizzazione del servizio, che peraltro ha già registrato problemi e ritardi di mesi per l’avvio del porta a porta in questa zona, anche perché serviranno veicoli diversi, molto più piccoli dei vecchi compattatori - oltre ai bidoni da consegnare oppure da disporre nel modo più opportuno - solo per citare la differenza tecnica più rilevante e sostanziale tra un sistema e l’altro.  

C‘è da ricordare che, oltre al Villaggio Goretti, il sistema di raccolta porta a porta è stato adottato con buoni e certo migliorabili risultati anche alla Pescheria, dove con i cassonetti la situazione igienica e sanitaria era del tutto fuori controllo. Un progetto uguale anche se più complesso è previsto anche nell’altro mercato storico, la Fiera di piazza Carlo Alberto, il cui territorio confina peraltro con l’area in cui da fine ottobre verrà avviata la raccolta porta a porta anche per i residenti. Non sarà facile, perché molti dovranno dire addio, per esempio, all’abitudine di buttare i rifiuti dove e quando capita, e perché tutti dovremo addirittura differenziare l’umido domestico; ma vivere in una città più pulita, per noi stessi e per i turisti che accogliamo, potrebbe giustificare perfino questo sacrificio.

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