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Vaticano, nasce la rete globale: «Scomunica per i mafiosi e per i corrotti»

Le anticipazioni sul documento finale della Consulta sulla giustizia del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale

Vaticano, nasce la rete globale: «Scomunica per i mafiosi e per i corrotti»

La Santa Sede, nella linea dei ripetuti appelli di papa Francesco, dà pieno impulso alla lotta contro mafia e corruzione. Dopo il Dibattito sulla corruzione svoltosi in Vaticano il 15 giugno, da cui «è emersa la volontà di fare fronte comune contro le diverse forme di corruzione, crimine organizzato e mafia», la Consulta sulla giustizia del Dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale costituirà «una rete a livello internazionale».

Lo annuncia il documento finale del summit, che l’ANSA è in grado di anticipare. «La Chiesa nel mondo è già una rete e per questo può e deve mettersi a servizio di tale intenzione con coraggio, decisione, trasparenza, spirito di collaborazione e creatività».

Inoltre la Consulta, confermando lo spunto emerso dal vertice alla Casina Pio IV, cui hanno partecipato numerosi esperti internazionali, tra cui lo stesso presidente dell’Anac Raffaele Cantone, «approfondirà lo studio riguardo a una risposta globale - attraverso le Conferenze episcopali e le Chiese locali - sulla scomunica ai mafiosi e alle organizzazioni criminali affini e sulla prospettiva di scomunica per la corruzione».

La discussione avviata dal dicastero presieduto dal cardinale Peter Turkson, che sul tema ha anche pubblicato il libro "Corrosione», non rimane quindi al livello di dichiarazioni di intenti ma andrà avanti con atti concreti, tramite la Consulta internazionale sulla giustizia, di cui vengono dettagliatamente elencati gli obiettivi. E oltre ai richiami alle istituzioni, la Chiesa è sollecitata a svolgere un ruolo di primo piano.

«La corruzione, prima di essere un atto è una condizione: di qui, la necessità della cultura, dell’educazione, dell’istruzione, dell’azione istituzionale, della partecipazione della cittadinanza», si afferma. La Consulta «non si ridurrà a pie esortazioni, perché occorrono gesti concreti. L’impegno educativo esige, infatti, maestri credibili, anche nella Chiesa». Secondo il documento finale, «non è credibile chi cerca alleanze per privilegi, esenzioni, vie preferenziali o anche illecite. Noi tutti diverremo irrilevanti, dannosi e pericolosi se agiremo in questo modo. Non è credibile chi approfitta della sua posizione per raccomandare persone spesso non raccomandabili, sia sul piano del valore, sia sul piano dell’onestà». Così, «l'azione della Consulta sarà educativa e istruttiva, e si rivolgerà all’opinione pubblica e a molteplici istituzioni per generare una mentalità di libertà e giustizia, in vista del bene comune». E questo «soprattutto lì dove, nel mondo, la corruzione è essa stessa sistema sociale dominante».

Per quanto riguarda la scomunica ai mafiosi e ai corrotti, si riconosce che «questo cammino non sarà semplice: la Chiesa è diffusa nel mondo e occorre porsi in ascolto di tutte le sue articolazioni per procedere nel dialogo anche con i non cristiani, in modo partecipato, trasparente ed efficace».

Oltre a sviluppare «il nesso - oggi quasi disperso - tra giustizia e bellezza», ritenendo il patrimonio storico, artistico e architettonico «un formidabile elemento di supporto per l’azione educativa e sociale contro ogni forma di corruzione e di crimine organizzato», la Consulta elaborerà anche «una proposta di pensiero politico - con attenzione particolare alla democrazia e alla laicità - che illumini l’azione nei confronti delle istituzioni affinché i trattati internazionali siano realmente applicati e le legislazioni siano uniformate per perseguire al meglio i tentacoli del crimine, che superano i confini degli Stati». Uno degli obiettivi è «studiare il modo di applicare i principi delle convenzioni di Palermo e Merida».

E se la corruzione «causa anche mancanza di pace», l’appello è a «un risveglio delle coscienze», facendo perno su tre "livelli di azione": l’educazione, la cultura, la cittadinanza, contro ogni forma di «indifferenza». Le leggi, infatti, «sono necessarie ma non bastano». La prossima iniziativa della Consulta sarà il 16 settembre a Monreale.

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