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«Il disservizio sui bagagli non è colpa nostra»

«Il disservizio sui bagagli non è colpa nostra»

«Il disservizio sui bagagli non è colpa nostra»

Si è avuto modo di leggere il colorito articolo di Tony Zermo, pubblicato in data 29 settembre 2015 sulla prima pagina del dorso “Catania” del quotidiano “La Sicilia”, articolo che, giustamente, lamentava un grave episodio di ritardo nella consegna dei bagagli del volo in arrivo da Malta domenica 27 sera.

Si rassicura intanto Zermo su un punto: per fortuna i dirigenti della società di gestione dell’aeroporto di Catania non erano né «in vacanza in Cina a spese della Sac», né impegnati ad «allestire padiglioni con prodotti dell’eccellenza siciliana». Ergo, si ha il tempo per rispondere tempestivamente. Anzi, si ritiene intanto opportuno spiegare come il giornalista abbia fatto riferimento a una recente missione Sac di 5 giorni a Pechino (compreso il lungo viaggio di andata e ritorno) per incontrare diplomatici italiani, tour operator cinesi e compagnie aeree, tutti soggetti che possono certo contribuire a orientare flussi turistici verso la Sicilia. Missione fortemente finalizzata a promuovere lo scalo etneo e il territori del Sud Est della regione, insomma.

Entrando nel merito del disservizio segnalato da Zermo, in qualità di gestori dell’aeroporto certamente è giusto chiedere, come sollecita Zermo, «pubblicamente scusa a quei 120 reduci da Malta». Ma lo si fa, appunto, nella qualità di gestori dell’aeroporto, cioè a nome dell’intero sistema aeroportuale, e non perché si abbia responsabilità in quanto accaduto. Sac Spa, infatti, non dirige le attività di handling che, a seguito della liberalizzazione introdotta in Italia per legge nel 1999, sono svolte in regime di concorrenza da società private. Queste società di handling, certificate dall’Enac, non hanno con Sac Spa alcun rapporto diretto nei processi di riconsegna bagagli o accettazione dei passeggeri. Hanno invece rapporti commerciali diretti con le compagnie aeree per le quali svolgono tali attività. Quindi, se qualcuno ha detto a Tony Zermo «il nostro handling lo cura un’altra società per conto della Sac» ha detto il falso. E questo, dispiace constatarlo, Zermo avrebbe dovuto capirlo benissimo, avendogli esponenti della società spiegato e ribadito più volte come è organizzato il sistema di uno scalo aereo.

Rassicuriamo comunque che Sac, nella propria qualità di gestore appunto, contesta i disservizi alle società di handling per le proprie valutazioni interne e li segnala all’Enac per gli eventuali conseguenti provvedimenti nei confronti delle stesse società. E lo fa di prassi, non tanto per le segnalazioni, pure autorevoli, della stampa. Ciò detto, sia consentito guardare ai dati sulla riconsegna bagagli a Catania, dati certificati, dati che dicono che, ad esempio ad agosto, mese ad altissima intensità di traffico e come tale più complesso di altri, la riconsegna bagagli è avvenuta con tempi in linea con la media dell’industria aeroportuale italiana: entro 28 minuti per il primo bagaglio dal momento dello stop dell’aeromobile alla piazzola di sosta ed entro 10 minuti la riconsegna dell’ultimo bagaglio (tempi medi ponderati sul peso di ogni singolo handler).

Pertanto, non è certo l’aeroporto di Catania a frenare con i propri disservizi la crescita del turismo, come insinua Zermo, andando ben al di là del fatto specifico. Certo, purtroppo può capitare che ci si imbatta in un disservizio. Per fatti tecnici o per negligenza umana. Può capitare a Catania come in qualunque altro aeroporto. È un fatto negativo, che va combattuto e che si combatte ogni giorno. Ma che non giustifica l’enfasi data da Zermo alla vicenda. Perché, ed è la vera considerazione che interessa fare, gettare discredito sul gestore dell’aeroporto (e non è la prima volta che accade su “La Sicilia”) finisce con il colpire l’intera comunità aeroportuale e tutti i suoi addetti. Perché si scredita una infrastruttura importantissima per lo sviluppo del nostro territorio che, invece, dovrebbe vedere tutti responsabilmente impegnati a sostenere la sua crescita. Anche nella critica.

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