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Sensori dell’Enel vigileranno sul rischio idrogeologico e sismico

Sensori dell’Enel vigileranno sul rischio idrogeologico e sismico

Protocollo con Regione e Ingv per fattibilità del monitoraggio, anche dell’Etna
Sensori dell’Enel vigileranno sul rischio idrogeologico e sismico
Sensori ad elevata tecnologia “vigileranno” su un territorio a rischio su una serie di fronti, quello etneo, dove si impone di programmare una strategia complessiva di prevenzione e monitoraggio che consenta di intervenire nei tempi più rapidi.   Siamo in una fase preliminare, ma particolare rilevanza per l’area metropolitana etnea - che si estende alle falde dell’Etna in un territorio ad elevato pericolo sismico - assume l’obiettivo di sviluppare uno studio di fattibilità per la realizzazione di una rete innovativa di monitoraggio del territorio, mediante sensori per la prevenzione del rischio idrogeologico, sismico e degli incendi boschivi.   E non a caso si partirà da due zone che dovranno essere individuate all’interno di quest’area metropolitana, per dotare il territorio etneo di sensori in grado di prevenire e anticipare, su basi scientifiche, quanto può succedere in condizioni di particolare criticità. Sono gli obiettivi che si prefigge il protocollo sottoscritto la scorsa settimana a Palermo dall’assessore al Territorio e Ambiente della Regione Maurizio Croce, dal presidente dell’Ingv, Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Stefano Gresta, e Gianluigi Fioriti, amministratore delegato di Enel Distribuzione, in un incontro a cui su delega del sindaco Enzo Bianco è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici, alla Protezione civile e all’Energia del Comune, Luigi Bosco.   «Il protocollo si basa sulle conoscenze di Ingv ed Enel Distribuzione - spiega l’assessore Bosco - col supporto della Regione e del Comune di Catania, che da parte sua aveva già sottoscritto con l’Ingv un protocollo per il monitoraggio dei fumi dell’Etna ai fini della sicurezza aerea. Per quanto riguarda questo protocollo, siamo in una fase preliminare in cui si valuterà la fattibilità di interventi che consentiranno il monitoraggio a 360 gradi del nostro territorio, in particolare per quanto riguarda le eruzioni vulcaniche e il rischio idrogeologico derivante dalle precipitazioni meteoriche.   In questo settore la ricerca è molto avanzata, ed è dunque opportuno e sempre più diffuso utilizzare queste conoscenze per protocolli finalizzati al monitoraggio e alla prevenzione del rischio; così come abbiamo fatto con la St - aggiunge l’assessore Bosco - nell’ambito di un’altra intesa che ha portato all’installazione in otto immobili comunali di dispositivi che danno il livello del “pericolo proprio di vibrazione” di ogni edi- Protocollo con Regione e Ingv e il supporto del Comune per la fattibilità di un monitoraggio, anche dell’Etna Sensori dell’Enel vigileranno sul rischio idrogeologico e sismico ficio. Questo monitoraggio avviene anche in assenza di evento sismico, ed è molto utile per avere una conoscenza del livello di sicurezza di ogni edificio, considerato che il cemento armato ha una durata di circa cinquant’anni».   Secondo quanto concordato nell’incontro svoltosi a Palermo, entro i prossimi sei mesi un gruppo di lavoro, costituito dai firmatari del protocollo, analizzerà dunque la fattibilità di un progetto pilota che, inizialmente, riguarderà due zone dell’area metropolitana di Catania. Per tali zone lo studio di fattibilità dovrà individuare le aree a maggiore rischio, la tipologia di sensori necessari per rilevare, monitorare e prevenire i rischi, e le infrastrutture elettriche di Enel Distribuzione (tralicci, cabine secondarie) su cui posizionare i sensori e il sistema con cui trasmettere e rendere disponibili alla Regione i segnali rilevati, senza interferire con i sistemi di gestione del servizio elettrico. Lo studio sarà propedeutico a un progetto pilota che, in linea con gli obiettivi del Programma Operativo FESR 2014-2020, potrà essere finanziato dalla Regione.

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