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Catania, St Microelectronics dà il via

Catania, St Microelectronics dà il via alla cassa integrazione per 2024 persone

La misura riguarderà il personale (a rotazione) per tre mesi
Catania, St Microelectronics dà il via alla cassa integrazione per 2024 persone
E’ davvero un autunno «caldo» per la St Microelectronics. Dove si registrano venti di crisi. Ieri al termine di un incontro svoltosi ieri a Roma fra i rappresentanti aziendali e le Rsu, l’azienda ha annunciato di voler chiedere la cassa integrazione per 2.024 lavoratori dello stabilimento di Catania con la motivazione del calo produttivo trasversale su svariate tecnologie. «La volontà dell’azienda non fa altro che confermare le nostre preoccupazioni – dice il coordinatore nazionale Microelettronica dell’Ugl Metalmeccanici e segretario provinciale dell’Ugl Metalmeccanici Catania, Angelo Mazzeo – La Cig sarebbe prevista per il periodo dal 12 ottobre al 31 dicembre, a rotazione». «Quello che ci preoccupa fortemente – prosegue il sindacalista della Ugl – è il segnale che la società sta mandando in un momento in cui, invece, il comparto dei semiconduttori sta vivendo una fase espansiva a livello mondiale. Alla richiesta di Cig si unisce infatti la decisione di fare slittare di un anno, quindi al 2018, l’apertura della nuova piattaforma ad alto contenuto tecnologico M9: non vorremmo che StM, contrariamente agli accordi presi in passato, voglia depotenziare il sito di Catania». «Ci auguriamo che – conclude il sindacalista – siano forniti presto chiarimenti sul futuro, al fine di evitare che l’importante patrimonio professionale e produttivo dell’azienda, che ha contribuito a valorizzare il distretto dell’Etna Valley, venga disperso». E’ preoccupato anche il segretario generale della Fiom Cgil di Catania, Stefano Materia: «Prima hanno chiesto ai lavoratori di consumare dieci giorni di ferie, poi l’azienda è passata a chiedere la cassa integrazione ordinaria. L’azienda avrebbe potuto ridurre e modulare come da proposta sindacale il monte dei giorni di ferie di cui non tutti avevano disponibilità, invece ha preferito ricorrere alla cassa integrazione. «Il nostro timore – continua – è che dietro questa scelta ci sia un problema industriale molto più grande e che spegnendo le macchine per una crisi momentanea oggi, si finisca per non riaccenderle domani. E far saltare anche gli investimenti per il Modulo 9». Intanto, l’annuncio della crisi della St nel settore digitale in Francia, ha suscitato le reazioni del governo francese che ha reagito prontamente. «Il destino dei lavoratori catanesi – è ancora Materia a parlare – potrebbe dipendere anche dalle scelte politiche e imprenditoriali d’ Oltralpe. I dipendenti St potrebbero, in assenza di adeguate risposte da parte del governo italiano, azionista insieme ai francesi del pacchetto di maggioranza delle azioni, pagare le conseguenze proprio nel sito etneo».

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