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Ritorno al futuro day,il 21 ottobreil film culttornerà nelle sale

Ritorno al futuro day, il 21 ottobre il film cult tornerà nelle sale

Ritorno al futuro day, il 21 ottobre il film cult tornerà nelle sale

ROMA - L’orologio di Hill Valley si fermò, colpito da un fulmine un giorno di novembre del 1955. Quello che scandisce la fortuna di Robert Bob Zemeckis batte da trent’anni l’ora del 25 ottobre 1985, giorno fatidico in cui cominciano le avventure di Marty e Doc, i due eroi di “Ritorno al futuro”. Una delle saghe più popolari e fortunate nella storia di Hollywood, pensata fin dall’inizio per almeno un seguito, ma abbastanza conscia di sé da arrestarsi al terzo episodio diventando di culto proprio per la sua travolgente autoironia, nasce dall’incontro di due ragazzi che dividevano sogni di gloria (cinematografica) e competenze: un aspirante produttore di talento, Bob Gale, e un regista amato dalla critica ma ignorato dal grande pubblico, Robert Zemeckis.  

 

 

Un bel giorno del 1990 Gale racconta all’amico la sua intuizione cresciuta leggendo lettere e diari scolastici del padre, Zemeckis coglie lo spunto per un’avventura che può parlare ai teenager. L’idea del passato che ritorna e che, se modificato, mette nei guai micro e macrostoria personale e collettiva sembra essere un’ossessione ricorrente nell’”altra” Hollywood (come prova Coppola con “Peggy Sue si è sposata”), ma anche nella letteratura americana post-68 che vorrebbe rimuovere il fantasma del Vietnam e della sconfitta ritornando all’epoca dorata di “Happy Days”. George Lucas ne era stato il cantore con “American Graffiti”, Steven Spielberg è l’ingegnere che coglie nel soggetto di Zemeckis e Gale l’aspetto originale che si proiettava verso una nuova generazione di spettatori: figli e nipoti di Marty, adolescenti che in Michael J. Fox potevano riconoscersi ma anche farne un idolo. Basta affiancargli una “spalla” di travolgente simpatia come Christopher Lloyd, un po’ buffone e un po’ genio (come in tante storie di successo da Holmes/Watson a Laurel&Hardy) e il gioco è fatto.  

 

 

Ricordate? Il 17enne Marty McFly non sopporta il grigiore della sua famiglia, il padre frustrato e vessato dal preteso migliore amico, la mamma precocemente spenta e senza sogni, i fratelli falliti anzitempo. Il suo unico amico, lo strampalato inventore Doc lo coinvolge nell’improbabile avventura di una macchina del tempo che, al buon momento, funziona davvero proprio mentre feroci terroristi libici li stanno per ammazzare. E i due si trovano sprofondati nell’America del 1955, quando nessuno poteva immaginare che l’attore di serie B Ronnie Reagan potesse diventare presidente Usa, quando la Pepsi Free non c’era ancora, Johnny B. Good non la suonava ancora nessuno e il rock emetteva i primi vagiti, papà e mamma si incontravano per la prima volta e lui non aveva il coraggio di dichiararsi. Ma a mettere le mani nel passato (anche per evitare pasticci futuri) si rischia di combinare una bella serie di disastri.  

 

 

Costato “appena” 19 milioni di dollari, “Ritorno al futuro” alla fine incassò solo in America oltre 200 milioni di dollari. Travolti dal successo tutti i protagonisti accettarono di lanciarsi nel volo senza rete del seguito, ma spesero quattro anni per mettere a punto un perfetto meccanismo a orologeria che proiettava Michael J. Fox e Christopher Lloyd nel futuro (il 2015). Zemeckis aveva però ben chiaro il tragitto che i suoi eroi dovevano compiere prima di andare in pensione. Tanto che, se “Ritorno al futuro 2” vide la luce solo nel 1989, il terzo capitolo (proiettato all’indietro, nel cuore del mito della frontiera e del West del 1885) era nelle sale già nel 1990.  

 

 

A 30 anni di distanza, il 21 ottobre i primi due episodi tornano in oltre 200 sale (elenco completo su www. nexodigital. it) (RPT oltre 200 sale). E Su Dmax lo stesso giorno serata speciale (alle 22.55). Il 21 ottobre 2015 è infatti una data importante per gli appassionati del film Ritorno al futuro: nel secondo capitolo della trilogia omonima è il giorno in cui Doc Brown (intepretato da Christopher Lloyd) e Marty McFly (Michael J. Fox) arrivano nel futuro con la loro famosa Delorean.  Ecco i cinema a Catania che aderiscono all’iniziativa.

 

 

In quegli anni non c’era ancora Internet, niente personal computer, smartphone, iPad o CD. A 30 anni dall’uscita della pellicola nelle sale cinematografiche, Dmax proprio mercoledì 21 ottobre alle ore 22:55 propone “Ritorno Al Futuro: 30 Anni Dopo”, lo speciale che mostra la tecnologia usata nel secondo episodio della saga e verifica finalmente quanto Robert Zemeckis abbia correttamente previsto e quanto, invece, sovrastimato. Steven Spielberg ha prodotto nel 1985 il primo Ritorno al futuro: l’incasso del film, rivelatosi un enorme successo al botteghino con 322 milioni di dollari, porta a due sequel. Nel 1989, nel secondo episodio della saga, il protagonista Marty McFly viaggia nel futuro, un futuro che diventa un mito per un’intera generazione. Il futuro visitato nel film è il nostro presente. Intere generazioni sono cresciute con questo cult degli anni ‘80 e oggi si scopre che le invenzioni del film non erano così lontane dalla realtà: automobili con il pilota automatico, schermi ultrapiatti, proiettori olografici e realtà virtuale.  

 

 

Nello speciale di un’ora si metterà a confronto il mondo concepito dal regista Robert Zemeckis e dallo sceneggiatore Bob Gale con il mondo di oggi, quello del 2015. «Una fonte di ispirazione che spinge ad inventare cose nuove» dice Bob Gale, sceneggiatore e co-produttore del film. «Credo che abbiamo proposto una previsione accurata al 50% del futuro - afferma il regista Robert Zemeckis - il film tocca alcune fantasie universali che in fondo sono comuni a tutti». Il mondo di oggi è paragonabile a quello futuristico mostrato nel film? Siamo in grado di volteggiare sui “volopattini”? Gli animali usano internet? Esistono le scarpe con gli “autolacci”?

 

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