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Il Val di Noto si candida ufficialmente a Capitale della cultura 2020

Le otto città, Caltagirone, Catania, Militello, Modica, Noto, Palazzolo Acreide, Scicli e Siracusa, presentano progetto e logo

Il Val di Noto si candida ufficialmente a Capitale della cultura 2020

Ieri mattina è stato il palcoscenico del teatro Tina Di Lorenzo di Noto ad ospitare il primo momento ufficiale sulla candidatura a Capitale italiana della Cultura 2020 del Val di Noto. Una candidatura che parte da Noto in quanto comune capofila del progetto e anche sede del Distretto Turistico del Sud-Est, ma che per strada ha raccolto l’adesione di altre 8 città, andando così a creare un mix di arte, cultura, storia, tradizioni e beni materiali e immateriali difficili da riassumere anche nelle 60 pagine del dossier presentato al Miur.

Ci sono 8 comuni, per un totale di 3 provincie (Catania, Siracusa e Ragusa) e altrettante Soprintendenze ai Beni Culturali. E ben 3 siti Unesco: Monte Etna, Siracusa e la Necropoli di Pantalica e, appunto, Città tardo barocche del Val di Noto. Forse anche 4, perché l’intenzione è quella di raccontare il territorio anche oltre i confini dei comuni che stanno partecipando e la Villa Romana del Casale a Piazza Armerina rientra pienamente nel concetto della candidatura. Progetto che mette assieme quegli “strumenti di governance”, così come li definisce l’assessore alla Cultura di Noto Frankie Terranova, che hanno lanciato il Sud-Est di Sicilia in orbita. Tant’è che poi nella copertina del dossier già presentato al Miur il 15 settembre, in bella vista spunta una foto dell’astronauta Luca Parmitano e che ritrae la Sicilia dall’alto. “La Sicilia sotto un altro cielo” è lo slogan scelto per lanciare la candidatura del Val di Noto e accanto spunta anche un frase di Goethe nel “Faust” che inquadra alla perfezione quello che succede in Sicilia: “L’eredità dei Padri devi riconquistarla per possederla davvero”. Sotto la frase di Goethe, poi, spiccano le firme (tra le altre) di Roberto Andò, Pippo Baudo, Ray Bondin, Pietrangelo Buttafuoco, Carlo Degli Esposti, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Roberto Gervaso, Peppe Fiorello, Moni Ovadia, Galatea Ranzi, Vittorio Sgarbi, Andrea Tidona, Luca Ward e Luca Zingaretti.

Quella di ieri mattina a Noto non è stata una semplice prima passerella. E’ stato, invece, il primo momento per cominciare a ribadire che quella lanciata dagli 8 comuni è una candidatura che vuole raccontare il territorio e che non ha confini fisici. Lo ha detto il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, che poi da padrone di casa ha “moderato” gli interventi dei colleghi. Con lui sul palco, infatti, sono saliti anche Carlo Scibetta (Palazzolo Acreide), Sergio Grottadauria (vicesindaco di Caltagirone), Ignazio Abbate (Modica), Vincenzo Giannone (Scicli), Giovanni Burtone (Militello Val di Catania) e Francesco Italia (vicesindaco di Siracusa). C’era anche Fabio Granata, direttore del Distretto Turistico del Sud-Est, in prima fila accanto alla prof.ssa Marina Valensise, al prof. Giancarlo Poidomani e al dott. Luca Introini, tutti componenti del comitato scientifico che ha lavorato al dossier. Dossier che adesso andrà in giro per i comuni coinvolti: il primo appuntamento sarà il 7 ottobre a Militello Val di Catania. Spulciando il dossier si scopre una Sicilia Orientale che vuole raccontarsi e farsi conoscere. Perché, comunque vada, è già un successo.

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commenti 1
  • mongibel

    29 Settembre 2017 - 14:02

    Splendido! E mi viene in mente il verso "Uniti, per Dio, chi vincer ci può?" (Inno di Mameli, terza strofa).

    Rispondi

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