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Un paternese a Parigi Alessandro Di Stefano secondo maestro del coro dell’Opéra

Un paternese a Parigi Alessandro Di Stefano secondo maestro del coro dell’Opéra

Le sedici opere della stagione portano la sua firma
Un paternese a Parigi Alessandro Di Stefano secondo maestro del coro dell’Opéra
La vicenda professionale e umana del maestro Alessandro Di Stefano, catanese di nascita e parigino d’adozione, non è forse nota al grande pubblico, ma è emblematica di come i sogni, se supportati dal talento e dalla voglia di emergere, possano trasformarsi in realtà. Una storia di autentico successo quella del maestro Di Stefano, condirettore del coro dell’Opéra di Parigi, da poco insignito dal ministro della Cultura, Fleur Pellerin, della carica di Cavaliere dell’Ordine delle Arti della Repubblica Francese. GLI INIZI. Cresciuto a Paternò, dove ha tra l’altro frequentato il liceo scientifico “E. Fermi”, il maestro Di Stefano ha coltivato fin dalla più tenera età, condividendola con il fratello violinista Emilio, la passione per la musica classica e il bel canto, assecondato da papà Sebastiano, bancario, e mamma Grazia, casalinga. La prosecuzione degli studi nei conservatori di Bologna e di Milano, nei quali consegue il diploma in pianoforte, musica corale, direzione del coro, direzione d’orchestra e composizione, è la naturale conseguenza di un destino già tracciato. L’assegnazione di una borsa di studio, sempre al conservatorio di Milano, consente a Di Stefano di perfezionarsi in musica da camera, repertorio lirico e direzione d’orchestra con i maestri Piero Bellugi e Aldo Ceccato. LA SVOLTA. Nel 2000 Di Stefano vince il concorso per maestro collaboratore al teatro dell’Opéra di Nizza, dove l’anno seguente ricopre la carica di secondo maestro del coro, preparando svariate produzioni. Nella cittadina del sud della Francia Di Stefano trova l’amore: conosce Catherine, francese di origini siciliane, e dalla loro unione nasce Gabriele. La carriera del maestro non conosce più soste: spesso dirige l’orchestra del teatro nizzardo, ricevendo unanimi apprezzamenti. La chiamata dell’Opéra National de Paris arriva nel 2004 e a Di Stefano viene conferito l’incarico di secondo maestro del coro. Avvia collaborazioni con direttori d’orchestra di conclamata fama mondiale come Philippe Jordan, Daniel Oren, Evelino Pidò, Renato Palumbo, Jirí Belohlávek, Bruno Campanella, e mette in scena le esibizioni del coro dell’Opéra, che riscuotono ampio successo di critica e pubblico. Segue la nomina a primo maestro del coro nel 2007 e, in concomitanza, l’avvio di tournèe mondiali e le registrazioni radiofoniche per France Musique e Radio Classique: «La mia vocazione per la musica - racconta Di Stefano - é arrivata in tenera età, stimolata da un contesto familiare favorevole. Il mio nonno paterno era un clarinettista amatoriale e io lo seguivo spesso per ascoltare i concerti bandistici. Da lì il passo è stato breve e il desiderio di emulazione si trasformò prima in entusiasmo e poi in passione. Grazie agli incoraggiamenti e agli sforzi economici dei miei genitori cominciai a studiare pianoforte. La musica ora é il mio mestiere, ma quell’entusiasmo giovanile anima ancora la mia vita, che si svolge quasi tutta in teatro. Il repertorio musicale e lirico di un coro di 120 persone, come quello dell’Opéra National de Paris, é vastissimo e la preparazione delle opere richiede ore di meticoloso studio. Il mio è un impegno serrato, che impone la presenza alle prove musicali, ma anche la quotidiana organizzazione e gestione del personale artistico, così come la presenza agli spettacoli che si susseguono con una cadenza intensissima, sia nell’Opéra Bastille che nel mitico Palais Garnier, tempio della musica dal 1875». AI GIOVANI. Un percorso, quello di Di Stefano, che può essere d’esempio per tanti giovani siciliani. «Dico loro di non scoraggiarsi di fronte agli ostacoli che si presentano quando si vuol fare della musica un mestiere. Bisogna insistere, continuare a studiare, incrementare le competenze». Di recente il maestro è ritornato a Paternò. «E’ sempre un’immensa gioia ritrovare famiglia e amici per chi, come me, ha dovuto allontanarsi per necessità. La nostra terra riserva sempre uno speciale benvenuto di arte, storia, patrimoni naturalistici di rara bellezza e delizie culinarie uniche al mondo». Fittissimo il carnet degli impegni. «Sto preparando - conclude Di Stefano - le 16 opere che andranno in scena in questa stagione, ma anche due concerti per l’Opéra Bastille e un recital lirico previsto a Santiago del Cile nel luglio 2016». Doveroso l’omaggio a questo figlio della nostra terra che, con caparbietà, ha conquistato il successo lontano dalla Sicilia.

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