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Se la festa di Halloween rischia di schiacciare Lutero

Il teologo tedesco Schlichting a Catania: in Germania oggi, pur con l'aumento degli atei, il movimento ecumenico è molto presente nella chiesa: «Ma prima bisogna mettersi d'accordo sulla dottrina». E soprattutto, occorre «tornare alla testimonianza dei primi martiri, come Agata»

Se la festa di Halloween rischia di schiacciare Lutero

GLI STUDI TEOLOGICI. «Iniziai i miei studi nel ’59. Erano gli anni dell’esegesi storico-critica, in cui il concetto della de-mitologizzazione era il pomo della discordia della teologia protestante. Il neo-protestantesimo vedeva l’esistenza del solo Gesù storico, un uomo del tempo antico cui è stato poi aggiunto un concetto mitico ritenuto inaccettabile per la gente moderna. Io mi stavo formando per diventare pastore, ma dopo tre semestri giunsi alla conclusione che avrei abbandonato gli studi». A fargli cambiare idea è stato l’incontro, avvenuto a Basilea, con l’allora settantacinquenne teologo Karl Barth. «La prima lezione - spiega ancora - fu un totale stravolgimento del mio pensiero. La questione che pose non era orientata alla sussistenza di prove razionali dell’esistenza di Dio, ma alla presenza nella storia di persone che hanno detto di aver sentito la sua voce, come Mosè sul monte Sinai, la cui vita è in seguito cambiata radicalmente».

BARTH E IL SOCIALISMO. Nel 1975, alcuni anni dopo aver conseguito il dottorato, il prof. Schlichting è diventato pastore degli studenti protestanti dell’Università di Regensburg. «La maggioranza dei miei colleghi era composta da discepoli di Barth che sottolineavano il legame tra religione e socialismo». Secondo il grande teologo, infatti, nel Vangelo la gioia è preponderante ed è da considerarsi qualcosa di oggettivo. Da qui il pensiero che questo passaggio dal buio alla luce possa manifestarsi non solo nelle comunità cristiane, ma anche in movimenti come il socialismo. Secondo Schlichting, tuttavia, Barth non fu un semplice socialista religioso. «Mi sembrò che si fosse spostata troppo l’attenzione dallo studio biblico, così protestai che, al di là della politica, il centro della vita della nostra congregazione dovesse essere la parola di Dio e l’Eucarestia. Fu proprio in quel periodo che, per caso, entrai in contatto con la comunità di “Comunione e Liberazione”».

GLI INCONTRI. «Conobbi casualmente don Ciccio Ventorino nel 1977 in Germania. Ci trovammo particolarmente d’accordo su alcuni temi, come la centralità della parola di Dio e m’invitò in Sicilia». Il pastore prenderà così parte quattro volte agli esercizi spirituali a Poggio San Francesco e successivamente, durante un convegno in Germania, incontrerà don Giussani. «Parlò in italiano ed ebbi l’impressione che la traduzione in tedesco avesse banalizzato un messaggio vivo e fresco». Tra gli incontri importanti anche quello con il futuro pontefice Joseph Ratzinger. «Fu docente a Regensburg nel 1975 e lo invitai a un dibattito sul rapporto tra fede e scienza. Gli dissi che avevo conosciuto Cl e lui ne fu felice. Ne riparlammo in altre occasioni: durante la visita di papa Giovanni Paolo II a Colonia del 1980 e poi a Gerusalemme».

IL DIALOGO, 500 ANNI DOPO. Secondo il professor Schlichting, in Germania oggi il movimento ecumenico è molto presente nelle congregazioni locali e nel discorso politico. «Durante una messa, il cattolico ex presidente del Bundestag, Norbert Lammert, ha diviso un’ostia per darne metà alla cancelliera protestante. In quell’occasione alcuni giornali hanno messo in evidenza come la Chiesa ufficiale sia troppo lenta in queste cose. Se tuttavia è vero che, ad esempio, la presenza del vescovo cattolico in chiesa il giorno della Riforma sia un fatto epocale, io da teologo dico che prima bisogna mettersi d’accordo sulla dottrina». Intanto però il numero di atei tedeschi è sempre crescente e il giorno delle celebrazioni del 500esimo rischia di venire adombrato dai festeggiamenti di Halloween. «Una volta - ironizza il professore - dissi che per risolvere il problema bisognerebbe dare a una zucca il volto di Lutero». A complicare le cose è l’attuale scenario politico tedesco. In un Paese fino a pochi decenni fa diviso da un muro, assistiamo oggi all’ascesa di un partito di estrema destra. «Il punto - spiega ancora Schlichting - è che non si capisce quale corrente sia più vicina a una posizione cristiana. Il Parlamento ha votato a favore del matrimonio gay e l’unico partito ad opporsi è stato quello di estrema destra, che quindi ha ottenuto molti consensi tra i cristiani».

All’interno di quella corrente, tuttavia, il valore della difesa della famiglia non si pone in contrasto con una posizione poco aperta nei confronti degli immigrati? «Naturalmente - conclude il professore - ma la posizione ufficiale della destra nei confronti del flusso migratorio non è xenofoba. Si parla di un’immigrazione controllata per motivi di sicurezza, anche se non escludo che all’interno di questi gruppi vi siano nazionalisti e forse anche dei razzisti».

CHI E' SCHLICHTING

Wolfhart Schlichting (Monaco 1940) è un autorevole teologo luterano. Allievo di Karl Barth, ha studiato anche alla Facoltà Valdese di teologia a Roma e alla Pontificia Università Gregoriana. È stato pastore degli studenti protestanti di Regensburg. Aperto all'ecumenismo, ha dialogato con il suo conterraneo cardinale Joseph Ratzinger (poi divenuto Papa) e con don Luigi Giussani (fondatore di Cl).

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