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La promessa di Arisa «Se vinco Sanremo compro la casa di Dalla a Milo»

La promessa di Arisa «Se vinco Sanremo compro la casa di Dalla a Milo»

La cantante si prepara al suo sesto passaggio all’Ariston 

La promessa di Arisa «Se vinco Sanremo compro la casa di Dalla a Milo»

MILANO. «Se questo Festival di Sanremo andasse bene, e vendessi tanti dischi, mi piacerebbe comprare la casa che è stata di Lucio Dalla a Milo tra mare e montagna». Lo promette Arisa che si prepara al suo sesto passaggio all’Ariston in cui ha collezionato una vittoria tra le Nuove proposte con Sincerità, una tra i Big con Controvento, e uno, appena un anno fa, da valletta insieme a Emma a fianco di Carlo Conti. Stavolta la cantante lucana torna a gareggiare con Guardando il cielo, e nella serata delle cover si affiderà a Cuore.

«L’ho scelta perché mi piace la musica anni ’60 ed è una canzone che ha mantenuto una sua modernità. E poi – spiega – io con il mio cuore ci parlo». «Torno a Sanremo perché è un evento musicale da non perdere, e anche se un giorno dovessi trasferirmi all’estero ci tornerei comunque – dice - Un anno fa ho accettato di fare la valletta perché volevo avere tempo per le nuove canzoni. Adesso, invece, voglio far ascoltare la mia canzone, aprire la mia finestra al mondo intero. E poi Conti ha messo insieme un ottimo cast con molta gente che ha voglia di “divertirsi”», spiega la cantante il cui pezzo sanremese dà anche il titolo al suo nuovo album di inediti in uscita il 12 febbraio. Album in cui non mancano i riferimenti alla religiosità.

 

«Ma non parlo di Dio in senso stretto», ci tiene a sottolineare entrando nel merito del testo sanremese scrittole ancora una volta dall’ex Giuseppe Anastasi («L’amore non deve essere per forza consumato tra le lenzuola, molti resistono al tempo»). «Molte persone si rivolgono a Dio solo perché gli hanno insegnato a chiamarlo così. Io penso al miracolo dell’energia che si sposta nell’universo», chiarisce. E di quest’universo fa parte anche la terra che, aggiunge un’Arisa diventata paladina dell’ambiente che canta in Gea, «rimane un regalo di cui bisogna aver cura. Se continuiamo con l’inquinamento, la cattiva gestione dei rifiuti e l’eccessivo sfruttamento delle risorse la terra annienterà i suoi abitanti. Sarebbe bene che si pensasse ai nostri figli». Figli che, però, Arisa non ha.

«La mia voglia di maternità si fa sentire, anche se manca l’ultimo passaggio: l’impollinazione», dice sorridendo. Sarà per quello che, quando le si chiede se le farebbe piacere tornare a X Factor, risponde: «No, se dovessi tornare in televisione vorrei fare qualcosa per bambini, una cosa spensierata». Mentre nella vita, ammette, «mi piacerebbe tantissimo riprendere a studiare, magari filosofia o lavorare nella moda con il riciclo, imparare a disegnare i cartoni animati o fare una scuola da regista». E poi, «andare a vivere all’estero. Non per diventare famosa, ma per imparare cose nuove, e magari cantare in piccoli teatri, annunciata solo da una locandina». Nel frattempo ha fatto da «testimonial anomalo» a Matera, città della cultura. «Fino a poco tempo fa c’era gente che nemmeno sapeva dove fosse in Basilicata – conclude -. Adesso che tutti ne parlano ho paura che la mia terra venga violentata. Mi piacerebbe, invece, che venisse curata e tutelata».

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