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Storia di fantasmi fra l’Etna e il Bosco della Ficuzza alla corte di Redford

Storia di fantasmi fra l’Etna e il Bosco della Ficuzza alla corte di Redford

Il film dei registi siciliani Piazza e Grassadonia premiati al Sundance di Robert Redford
Storia di fantasmi fra l’Etna e il Bosco della Ficuzza alla corte di Redford
«Non era scontato che una storia intrinsecamente siciliana piacesse anche così lontano dal nostro paese» dicono felici Antonio Piazza e Fabio Grassadonia che il Sundance Institute Screenwriters Lab, sezione del Sundance Film Festival creato da Robert Redford in corso a Park City nello Utah, ha appena premiato per la sceneggiatura di “Sicilian Ghost Story”, secondo lungometraggio in preparazione degli autori di “Salvo”. A Grassadonia e Piazza, impegnati ora in una serie di meeting, è andato quindi il prestigioso Sundance Institute Global Filmmaking Award che “onora registi emergenti dalle diversi parti del pianeta che posseggono l’originalità, il talento e la visione per essere celebrati come il futuro del cinema mondiale». Dalle nevi dello Utah la loro voce al telefono arriva chiara, anche se Fabio ha la febbre a 39. Il laboratorio si è tenuto al Sundance mountain Resort, un residence che Redford ha salvato dalla speculazione edilizia. - Quale impressione dai luoghi? «Siamo in una conca fra le montagne. Ci hanno portati nel bar dove si sono incontrati Butch Cassidy (Paul Newman) e Sundance Kid (Robert Redford) nel film “ButchCassidy” di Gorge Roy Hill (1969) ». – L’atmosfera del festival? «Eccellenti l’organizzazione dei laboratori, i consulenti coinvolti. Il Sundance è a due passi dal cinema di Hollywood ma riesce ancora a mantenere vivo lo spirito indipendente. Sono persone appassionate che vogliono sostenere le voci libere». – Avete incontrato personalmente Robert Redford? «Sì, durante il laboratorio è venuto. Poi ha tenuto una master class assieme allo sceneggiatore Paul Attanasio». Un bel giorno di novembre Giuseppe pedinato da Luna, sua compagna di classe, imbocca un sentiero che s’inerpica tra i boschi che cingono un lago. Nel bosco Luna trova il coraggio di dichiarare il proprio amore a Giuseppe. I due ragazzini vivono l’incanto del primo amore, bruscamente spazzato però dalla misteriosa sparizione di lui. Luna non si rassegna alla sparizione e discende nel mondo oscuro nel quale il ragazzino è imprigionato e che ha nel lago una misteriosa via d’accesso. Questa la vicenda di “Sicilian Ghost Story”. - Il vostro progetto è stato scelto fra 12. Cosa ha colpito la giuria? «Il fatto che sia una favola radicata nel territorio siciliano ma aperta all’impatto con un pubblico più ampio. Si è fatto un lavoro in profondità sul copione senza tradirlo. E saremo seguiti anche dopo. Non sarà la Sicilia in nero di Salvo né quella del tipico immaginario mediterraneo, né quella secca e assolata. Ci servono un lago e un bosco. Ci muoviamo fra il Parco dell’Etna e il Bosco della Ficuzza: la Sicilia meno raccontata dal cinema». Fabio Grassadonia e Antonio Piazza dopo “Salvo” Grand Prix e Prix Révélation alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2013, Nastro d’Argento, Globo d’Oro, 4 nomination ai David di Donatello, numerosi altri premi internazionali, ora avranno anche un premio in denaro e saranno seguiti fino all’uscita del film: un ponte fra le montagne dello Utah e quelle della Sicilia. Le riprese avranno inizio in autunno. E’ in corso il casting a Palermo. Produzione Cristaldi Pics e Indigo Film con le francesi MACT Productions e JPG Filmse la tedesca Match Factory

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