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L’Orso d’oro di Rosi martedì a Lampedusa

L’Orso d’oro di Rosi martedì a Lampedusa Non c’è il cinema ma si farà una proiezione

L'orgoglio dei lampedusani e la speranza di smuovere le coscienze
Meryl Streep: «Fuocoammare è da Oscar» VIDEO 1 VIDEO 2

L’Orso d’oro di Rosi martedì a Lampedusa Non c’è il cinema ma si farà una proiezione

BERLINO - Il merito è dell’isola, e a questo punto, a Lampedusa, “non vedono l’ora...”. Appena alle spalle la notte di una commovente vittoria a Berlino, Pietro Bartolo, il medico del film di Gianfranco Rosi, annuncia: «Dopodomani porterò l’Orso d’Oro ai lampedusani, perché loro lo hanno meritato». Decine di telefonate, messaggi dalla sua gente, e anche progetti, racconta prima di ripartire per l’Italia. Dalla sua Sicilia, il piccolo centro che ieri ha conquistato la Berlinale con “Fuocoammare”, il film documentario sui migranti di Rosi, arrivano anche a Berlino, attraverso la sua, le “voci” di Lampedusa.

 

La sindaca è commossa, “mi ha mandato un messaggio, è emozionata e contenta”. La moglie, “felicissima, con il rammarico di non essere qui, ma anche lei è medico, non poteva muoversi...”. E non solo: Pietro, che è ginecologo e da 25 anni incarna il motore dell’accoglienza dei migranti a Lampedusa, dedicando alla causa un lavoro senza sosta (ieri un paio di giornalisti gli hanno urlato “dovresti vincere il Nobel per la pace!”) è in contatto praticamente con tutti.

 

Come ha raccontato in conferenza stampa in tarda serata, intorno alle 23, ha ricevuto la telefonata della Capitaneria di Porto, per uno sbarco di 245 persone. “Ho già parlato con Don Mimmo, il parroco - racconta invece oggi -. E con lui dovremo organizzare al più presto una grande cerimonia pubblica per l’Orso, che adesso va mostrato e condiviso con gli isolani”. Anche il sacerdote è presissimo da questa vittoria: “Oggi è domenica, e a Messa ha tenuto un’omelia, dedicata interamente a ‘Fuocoammare'”.

 


Ovviamente anche il film dovranno vedere i lampedusani: “Ma a Lampedusa non abbiamo un cinema - ha spiegato -. Adesso Gianfranco dovrà fare in modo che arrivi uno schermo gigante, e una troupe per proiettarlo in piazza e dare questa possibilità alla gente”. Sarà un momento importante, molto importante, aggiunge, come questo lavoro, che porta con sé un messaggio decisivo, “per sensibilizzare le coscienze di tutti, in Europa”.

 


Sono le parole dette e ridette da giorni, nella capitale tedesca, dal team di questo film-documentario, che ha mostrato la crudezza della più grande emergenza umanitaria del nostro tempo al pubblico impegnato e sensibile del festival di Dieter Kosslick. E sulle capacità di accoglienza mostrate finora, Bartolo tiene a trarre le sue conclusioni: “Quest’orso non è una vittoria solo di Lampedusa o della Sicilia, ma è una vittoria italiana, perché da 25 anni ci impegniamo nel nostro Paese, per far fronte al fenomeno dell’immigrazione. E questa è stata una cosa grande”.

 

 

L’orgoglio isolano, comunque, in queste ore, non può che dominare la scena: “Per Lampedusa è una vittoria immensa - ha detto per tutti il sindaco delle isole Pelagie, Giusi Nicolini -. In questo momento tutti i giornali del mondo parlano di Fuocoammare, che è un racconto realistico, ma poetico e non retorico dell’isola che salva la vita, e del dramma del Mediterraneo”. “Lampedusa raccontata finalmente nell’animo, senza il sensazionalismo che spesso ne ha danneggiato l’immagine, falsando la realtà delle cose”.

 

Anche per il primo cittadino Lampedusa è “l’accoglienza raccontata dalla viva voce dei protagonisti, delle persone in carne e ossa”. Per questo - ha concluso - “Gianfranco Rosi ha fatto un bellissimo regalo all’isola e alla lotta per un Mediterraneo di pace e giustizia per tutti”.

 

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