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Catania, al Bellini in mostra copia Natività tela coeva del "Caravaggio rubato"

Catania, al Bellini in mostra copia Natività tela coeva del "Caravaggio rubato"

Sarà esposta nel foyer del teatro venerdi e sabato in occasione delle due rappresentazioni di Sollima

Catania, al Bellini in mostra copia Natività  tela coeva del "Caravaggio rubato"

 CATANIA - In occasione delle due rappresentazioni del "Caravaggio rubato" del compositore siciliano Giovanni Sollima, venerdì e sabato prossimi al Bellini di Catania, nel foyer del teatro sarà esposta l'unica copia coeva della "Natività" con i Santi Lorenzo e Francesco d'Assisi di Michelangelo Merisi trafugata dalla mafia dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo nella notte tra il 17 e il 18 di ottobre del 1969 e mai più ritrovata.

 

La tela fu dipinta da Paolo Geraci, pittore siciliano contemporaneo del Caravaggio, nel 1627, mantenendo le dimensioni dell'originale. L'opera fa parte della collezione del Museo civico del Castello Ursino di Catania ed è stata restaurata grazie al Fai. 

 

«L'idea di esporre la tela - ha spiegato il sovrintendente del Teatro, Roberto Grossi - è del sindaco Enzo Bianco, che è anche presidente del Bellini e dà a tutti, anche ai non spettatori, la possibilità di vedere la copia di Geraci: il Bellini sarà aperto a chi vorrà ammirare il quadro venerdì e anche sabato, in occasione della "Notte bianca dei musei" di Catania». «Abbiamo lavorato - ha detto il sindaco Bianco - con tempi molto ristretti, ma, con la buona volontà di tutti, a cominciare dalla Soprintendenza, e all'ottimo lavoro svolto dall'assessore alla Cultura Orazio Licandro, abbiamo centrato l'obiettivo. Il "Caravaggio rubato" di Sollima rappresenta un appuntamento culturale e civile di grande importanza per la nostra città perché scava nel rapporto tra mafia, degrado e cultura».

 

Nella sua opera Sollima parte dal fatto di cronaca, il furto del quadro, per mettere in musica in maniera toccante e intensa la Sicilia, la sua bellezza, i suoi mali, in un "oratorio giornalistico" - come è stato definito dalla regista Cecilia Ligorio - con i testi scritti e recitati da un'importante firma come Attilio Bolzoni e le foto di Letizia Battaglia.

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