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Penna, spiga e zappa. E' la lista del candidatoRocco, aspirante sindaco di 93 anni

Penna, spiga e zappa. E' la lista del candidato Rocco, aspirante sindaco di 93 anni

Il nonnino agricoltore di Niscemi, ex primo cittadino del paese negli anni 80, vuole tornare in campo

Penna, spiga e zappa. E' la lista del candidato Rocco, aspirante sindaco di 93 anni


Niscemi. Zu’ Rocco, perché lo fa?

«Perché vedo che c’è appiattimento al Comune. Un abbandono che mi fa rabbia. Ci vuole aria nuova».

Ma ha una certa età. Siamo quasi vicini ai cento... 

«Siccome ho la salute che me lo consente... Io devo campare fino al 2025... ».

Sta preparando già la lista?

«La sto creando. La creerò con questi che sono contestatori, i grillini sparuti in mezzo alla strada. Ci metteremo tutti assieme, per il bene di Niscemi».

La chiamavano “il sindaco contadino”.

«Io ho una cultura terra terra. Ho la quinta elementare notturna, finivo di zappare e andavo a scuola. Da sindaco democristiano ho fatto il piano regolatore. Tutto quello che vede a Niscemi - le scuole, il mercato ortofrutticolo, la palestra, l’ospedale - l’ho fatto io. O da sindaco o da assessore. La cosa più importante fu l’acqua. Prima arrivava ogni venti giorni. E io, senza i soldi dello Stato, con 10 milioni del Comune portai l’acqua. Oggi i niscemesi sono di nuovo assetati. E poi la ferrovia. Fu un miracolo: il ministro Aldisio, con me, inaugurò la stazione».

Aldisio - pace all’anima sua - non c’è più. E oggi lei a chi si sente vicino, politicamente?

«Mi sento più vicino a chi è un vero democratico, a chi pensa per Niscemi».

Non faccia lo gnorri: è iscritto a qualche partito?

«Nessun partito».

Ma dopo la Dc nessuno più nel suo cuore?

«Io sono stato per Berlusconi, perché era una politica giusta. Ma Niscemi non l’ha saputo capire. E nemmeno l’Italia».

Zu’ Rocco, un candidato che aggrega i consensi...

«Così è. Dal 1946, quando entrai in politica. Dove mi sono messo io, si è sempre radunato il popolo di Niscemi. Nel 1946 mi iscrissi al Pci... ».

Si fermi, si fermi: questo non ce l’aveva detto. Ex comunista e poi fece il sindaco dc? Tradimento ci fu...

«Ho fatto cinque anni nel Pci me ne sono andato. Mi sono ribellato perché si doveva finanziare la Cgil, ma io guidavo la cooperativa Risveglio a 22 anni. L’articolo 3 del Pci era sparito. Io mi feci pure la galera, per la riforma agraria. Ci credevo veramente, al cambiamento e alla lotta contro i feudatari. Ma nel partito non ci credevano, nemmeno quelli con le medaglie. Io medaglie non ne avevo. Io feci i fatti: togliere la terra ai grandi proprietari e darla agli altri. E comprai due terreni. Io ero comunista, però progressista».
E oggi torna in campo. Quando gente che ha pure 30 anni meno di lei viene rottamata da Renzi...

«Renzi è un vecchio. E pure democristiano. Però... ».
Però?...

«Renzi somiglia a me. Ha fatto come me: io, da comunista, conquistai la Dc di Niscemi e diventai sindaco. Lui, da democristiano, ha conquistato il Pci ed è diventato segretario del partito e presidente del Consiglio. Io gli ho creduto, quando è venuto, a ‘stu Renzi».
E poi che è successo?

«Mi ha deluso: troppe tasse. E poi gli sprechi: la politica costa troppo. Il sindaco di Niscemi prende 1.700 euro! Io da sindaco guadagnavo 300mila lire al mese, un bracciante all’epoca 50mila lire al giorno...Quando sarò sindaco rinuncerò allo stipendio: ho pensione e terre, non ho bisogno di altro».
Zu’ Rocco, un usato sicuro. E gratis...

«Mi hanno detto che ero vecchio nel 1998, quando avevo 75 anni. Avevo fatto quattro legislature e dissero: “È vecchio, ma cosa deve fare? ”. Di tutti quelli che lo dicevano ne sono morti quattro, ex sindaci e politici... E io sono ancora qui».
Oddio...

«Io sono sempre stato giovane. Io vado a lavorare anche oggi, nella mia campagna. Non sento la fatica».

Ma avrà bisogno di forze nuove.
«Tutti giovani e donne, metto in lista».

Se ne trova, di giovani. Partono tutti.

«Se ne vanno perché facciamo entrare quelli di fuori, che hanno bisogno e scappano dalle guerre».
Ma perché dice ciò? Non è una cosa giusta?

«No, perché noi non mangiamo più. E mandiamo i nostri giovani, i nostri intellettuali all’estero perché non possono».

Come si chiamerà la lista?

«Penna, spiga e zappa».
Perché?

«La cultura, il pane e il lavoro. Non manca niente in questo emblema, caro giovanotto».

Niscemi combatte contro il Muos degli americani.

«Sul Muos ci sono troppe discordanze. Io ricordo che il professore Zichichi, che è uno scienziato e fu assessore con Crocetta, disse: “Non fa danno”. Così disse».
E lei si fida?

«Logico che mi fido. Mi fido di uno scienziato. La scienza è superiore alle norme».
Cos’è successo, in paese, dopo che ha annunciato di ricandidarsi?

«Si sono svegliati tutti. Si avvicinano, mi cercano. Vogliono un rapporto. E io sono tranquillo. Parlo con tutti. A ogni domanda c’è una risposta».
Facciamo come in televisione: un appello agli elettori niscemesi. Perché dovrebbero votarla?

«Mi debbono votare perché mi conoscono, perché ho fatto sempre bene. Perché tutta la vita sono stato vicino. In questo circolo dei contadini sono presidente da trent’anni. E sempre ho vinto contro tutti gli sfidanti. Non mi piace cercare i voti facili, Io sono per la legalità e per l’ordine. I giovani mi devono seguire: risvegliatevi e fate di tutto per questo paese che sta morendo».
E qualcuno dei soci del circolo lo fa assessore...

«A me non manca chi cercare e chi trovare. 
Qualcuno di loro potrebbe seguirmi. C’è bisogno di aria nuova, a Niscemi».


 (Rocco Mililli, 93 anni, ex Pci e Dc, primo cittadino di Niscemi dal 
1979 al 1983 e assessore con tre sindaci comunisti; intervistato al Circolo 
degli Agricoltori durante la pausa di una partita a scopone scientifico) 

twitter: @MarioBarresi                                               

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