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Riti pasquali alimento della pietà popolare dei siciliani

Riti pasquali alimento della pietà popolare dei siciliani

Dalla "Processione dei Misteri" all'"Ora della Desolata" le manifestazioni della religiosità popolare in Sicilia affiancano la liturgia celebrata nelle chiese

Riti pasquali alimento della pietà popolare dei siciliani

Le manifestazioni più autentiche della religiosità popolare sono, in Sicilia, la connaturale espressione religiosa che non si contrappone alla centralità della liturgia celebrata nelle chiese. Da qui l'usanza in tante parti dell'Isola dell'accoglienza, all'inizio della messa vespertina “in Coena Domini” del giovedì santo, giorno dell'istituzione del sacerdozio e dell'Eucarestia, degli oli santi benedetti la mattina in cattedrale dal vescovo, e in modo particolare il commovente rito della “lavanda dei piedi”, che rievoca il mandato del servizio e della carità fraterna raccomandato da Cristo la vigilia della sua passione.

 

Dopo la “denudazione” degli altari incomincia il muto pellegrinaggio dei fedeli all'altare della reposizione del Ss. Sacramento, il c.d. “Sepolcro” ornato di lumi e fiori. Nei giorni del Triduo Pasquale la pietà popolare si esprime in tutta la sua spontaneità in modo particolare il Venerdì Santo, giorno dell'Adorazione della Santa Croce e della commemorazione della Passione e Morte del Redentore. Così si spiega la commossa partecipazione del popolo non solo ai riti canonicamente liturgici dentro le chiese ma anche alla rievocazione della Passione e della Via Crucis verso il Calvario di Cristo sofferente e condannato a una morte crudele e ignominiosa, sacra rappresentazione del sacrifico di Gesù e del dolore della Vergine Madre, curata dalle tante confraternite ancora molto diffuse.

 

Il particolare clima del Sabato Santo, giorno  “aliturgico” e nella cui tarda mattinata si concludono le processioni dei “Misteri”, suggerisce ai fedeli altri momenti di devozione penitenziale mariana come l'"Ora della Madre", l'"Ora della Desolata". La Pasqua cristiana ovviamente trova il suo compimento nella gloria della Resurrezione: la gioia pasquale dei cristiani esplode al suono festoso delle campane e la gioia incontenibile della Vergine per la risurrezione del Figlio, la mattina di Pasqua, viene “tradotta” dalla pietà popolare nel pio esercizio dell'Incontro della Consolata con il Risorto e nello scambio della pace.

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