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Pietro Ruffoe l’arteche aggregai popoli

Pietro Ruffo e l’arte che aggrega i popoli

Fino al 10 luglio l’esposizione alla Fondazione Puglisi Cosentino

Pietro Ruffo e l’arte che aggrega i popoli

Si intitola “Breve storia del resto del mondo” la mostra che Pietro Ruffo ha presentato ieri alla Fondazione Puglisi Cosentino (sarà fruibile fino al 10 luglio). Pietro Ruffo ha raccolto una serie di mappe geografiche antiche (concepite secondo le concezioni coloniali dei secoli scorsi) e vi ha applicato sopra i disegni, gli slogan, diffusi nei paesi orientali che generalmente sono sconosciuti agli europei, che ne fanno un’idea approssimativa o deformata.

In una delle grandi mappe spicca la parola mustàqbal (”il futuro”) che è tra le più ricorrenti nel parlar comune del Vicino e Medio Oriente. Lì vicino, con altro colore, un altro calligramma: ‘askariy (”soldato”) ricorda che anche questa parola è frequente nella sponda sud mediterranea. La presentazione è stata introdotta dalla presidente della Fondazione, Allegra Puglisi Cosentino, da Marco Pandozi, a nome della fondazione Terzo Pilastro, da Laura Barreca, curatrice del catalogo, e dallo stesso artista, Pietro Ruffo, che ha sintetizzato i suoi propositi: fornire la possibilità di osservare il futuro da prospettive più ampie rispetto al passato, che siano inclusive e non esclusive, che siano dinamiche e aggreganti e non solo nostalgiche e rabbiose. L’arte riacquista il suo valore di presa di coscienza nei momenti critici.

E se i papà andranno alla mostra con i loro figli e discuteranno sul trabiccolo volante della prima guerra mondiale, progenitore dei bombardieri e dei droni attuali, avranno da discutere sulla realtà del mondo che ci aspetta tra qualche anno.

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