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Raimondo Todaro e Platinette «L’ironia è stata l’arma vincente»

Raimondo Todaro e Platinette «L’ironia è stata l’arma vincente»

Per il ballerino catanese stasera la quinta finale di “Ballando con le stelle”

Per il ballerino catanese stasera la quinta finale di “Ballando con le stelle”

Raimondo Todaro e Platinette «L’ironia è stata l’arma vincente»

MILANO. Se quando è andata in onda la prima puntata di quest’edizione di Ballando con le stelle gli avessero detto che sarebbe rimasto in gara fino a stasera, ultimo appuntamento dello show del sabato sera di Rai1, il catanese Raimondo Todaro avrebbe sorriso garbatamente. Non tanto perché non si fidasse di se stesso, quanto per le difficoltà evidenti di Platinette, la partner con cui ha condiviso quest’avventura nel talent show che l’ha visto conquistare la vittoria per ben 5 volte. Invece Raimondo e Platinette («Io lo chiamo Mauro») hanno resistito fino all’ultima puntata e stasera sapranno se a entrare nella finale odierna saranno loro o la coppia Daniel Nilsson e Valeria Belozerova con cui si giocano il televoto al ballottaggio.

«Non avrei puntato un solo centesimo su questo risultato», ammette Todaro. «Con Mauro abbiamo puntato sull’ironia e lavorato, settimana dopo settimana, per divertire chi stava a casa. Il nostro obiettivo è stato trasmettere un messaggio positivo a chi si tira indietro perché non si sente in forma o perché bloccato dai pregiudizi».

 

- In definitiva ballare con Mauro com’è stato?

«Divertente. Un’esperienza nuova che nei nove anni precedenti non mi era mai capitata. Le difficoltà iniziali sono state legate al suo stato fisico: è arrivato che pesava 140-150 chili. Nel primo giorno di prove dopo dieci secondi si è sdraiato a terra ed è rimasto immobile per un quarto d’ora. Ma ci siamo presi a pelle, è nato un buon rapporto e poi ci siamo divertiti un sacco in sala».

 

- Cosa vi ha messi in sintonia?

«Il fatto che Mauro ha capito subito che non avevo alcun pregiudizio nei suoi confronti e che i suoi timori non avevano ragione di esistere».

 

- E adesso cosa t’aspetti?

«Di fermarmi presto. La finale se la giocherà chi balla meglio e ha la possibilità di conquistare la vittoria. E non siamo noi, è stato importante però offrire sempre una prestazione decorosa. Se siamo andati avanti è dipeso anche dal fatto che quest’anno non ci sono stati alti livelli, in altre edizioni non saremmo arrivati fin qua».

 

- Un anno fa la vittoria con Giusy Versace, quest’anno Platinette. Sei il ballerino dei “casi” difficili?

«Gli accoppiamenti li fanno Milly (Carlucci, ndr) con gli autori: magari hanno pensato che se avessi avuto come compagna una vip di trent’anni non avrei avuto lo stesso mordente. Io sono molto contento perché essendo al mio decimo anno a Ballando ho bisogno di stimoli impegnativi che mi portino a raschiare ancora di più il fondo del mio barile».

 

- Stasera, per l’ultima volta, tu e tua moglie Francesca, professionista ad Amici, sarete in qualche modo “avversari” di audience tv…

«Mi rendo conto che sembra una situazione paradossale, più che per noi per nostra figlia Jasmine che gira continuamente canale per non perdersi né mamma, né papà. Ma siamo una coppia normale, andiamo a lavorare e a cena ci raccontiamo com’è andata la giornata. Onestamente questa rivalità non la sentiamo, cerchiamo solo di far bene il nostro lavoro».

 

- Qual è il tuo rapporto con Milly Carlucci?

«Ottimo, basti pensare che a Ballando sono arrivato diciottenne e adesso sono un papà di 29 anni. Con Milly sono cresciuto a livello umano e lavorativo, lei è una professionista seria che ama la precisione. Ma, quando finisce Ballando non ci vediamo perché io mi defilo. Continuo a vivere a Misterbianco, dove ho la mia scuola di danza che gestisco con mia moglie Francesca, mio fratello Salvatore e sua moglie, anche loro ballerini. Mi piace lavorare in Sicilia, un posto dove c’è molto talento».

 

- Se ti proponessero di lavorare in un altro show, com’è capitato quest’anno a Natalia Titova passata da Ballando ad Amici, accetteresti?

«Sono quelle situazioni alle quali non pensi se non davanti a una proposta concreta. Io sono riconoscente a Milly e agli autori che mi han dato la possibilità di crescere con loro. Però capisco Natalia che magari, avendo più di 40 anni, aveva bisogno di stimoli e pubblico differente, e smettere di fare la ballerina dedicandosi a insegnare».

 

- Com’è cambiata la visione della gente nei confronti dei ballerini dopo tutti queste edizioni di talent vip e non dedicati alla danza?

«In maniera positiva, la tv è importante. Oggi la danza, non solo quella classica, è considerata un’alternativa ad altri sport sia per i maschi sia per le femmine».

 

- Sei maestro di ballo, ma nel tuo curriculum c’è anche la recitazione con apparizioni in alcune fiction. Stai studiando da attore?

«La recitazione è simile al ballo, solo che al posto della musica si usano le parole e piuttosto che l’impostazione dei passi c’è quella della voce. A me piacerebbe fare tutto ciò che è arte e spettacolo, ma le mie giornate sono di ventiquattro ore e mi tengo sempre qualche ora libera per passarla con mia figlia».

 

- Cosa farai quando appenderai le scarpe al chiodo?

«Ancora è presto per pensarci. In ogni caso non è una cosa che puoi studiare a tavolino. Del resto quando smisi di fare agonismo, presi la decisione dalla sera alla mattina senza sapere cosa sarebbe accaduto dopo». 

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