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Ispettori allo Stabile di Catania. La decisione è dell'assessoreregionale Barbagallo

Ispettori allo Stabile di Catania. La decisione è dell'assessore regionale Barbagallo

Dovranno fare il punto su acquisti e forniture e sui debiti accumulati

Ispettori allo Stabile di Catania. La decisione è dell'assessore regionale Barbagallo

Catania -  Ispettori della Regione allo Stabile. La notizia, circolata insistentemente ieri in ambienti del teatro, è stata confermata dall’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo al quale abbiamo posto la domanda. «Li ho nominati, di concerto con i vertici dirigenziali dell’assessorato - ha spiegato l’assessore - per procedere a una ispezione negli uffici del teatro. Riteniamo lacunosa, sino a questo momento, la risposta degli uffici dello Stabile in merito alle ripetute richieste di invio documenti più volte sollecitate dalla direzione generale dell’assessorato».

 

Quando si insedieranno gli ispettori e quali saranno i loro compiti?

«Si insedieranno martedì e il loro scopo principale sarà quello di fare un quadro generale sullo stato dell’arte dell’ente e innanzitutto, dopo la sentenza del tribunale del lavoro sul caso “La Mela”, fornire all’assessorato tutta la documentazione necessaria per avere le idee chiare sui dati su acquisti, servizi e forniture, sull’entità del debito accumulato dall’ente, sulla tipologia dei rapporti di lavoro e sulle mansioni svolte. Ci auguriamo quindi che dagli uffici si avvii, nei confronti degli ispettori, un rapporto di collaborazione fattiva. In questo modo, piuttosto che continuare a inviare lettere, abbiamo deciso di accelerare le pratiche per permettere di tirare fuori, quanto prima, tutta la documentazione necessaria, nell’interesse di tutti e prima di tutto dei lavoratori e del riequilibrio finanziario dell’ente».

 

 

L’invio degli ispettori è propedeutico alla stesura del piano di risanamento annunciato?«

Certamente e si tratta della linea che io più volte ho ribadito. Non cerchiamo certo colpevoli, ma dobbiamo soltanto costruire un piano di risanamento che parta dall’esatto ammontare del debito e dallo stato dell’arte sulle attività finanziarie e sui lavoratori stagionali. Quando finiremo la verifica finanziaria sarà possibile concentrare l’attenzione verso un serio risanamento e ipotizzare alla luce dei dati anche una ripartizione del debito negli anni. L’ideale sarebbe acquisire anche l’elenco dei creditori per cominciare a trattare direttamente con le parti».

 

Nonostante le rassicurazioni sul futuro i lavoratori hanno deciso di procedere con l’assemblea permanente al “Verga”.Avete già deciso lo sblocco dei fondi Furs?

 «Abbiamo sbloccato i fondi del Furs 2015 e nei prossimi giorni pubblicheremo la nuova circolare del Furs con i criteri per la premialità. Ci aspettiamo, quindi, che il teatro Stabile, intanto entro lunedì prossimo, comunichi quali sono le date e le sedi in cui vorrà “circuitare” per la stagione estiva, anche perché questo costituirà premialità per il Furs. Speriamo, fermo restando il rispetto delle rivendicazioni dei lavoratori, che in estate il teatro Stabile partecipi al circuito altrimenti avrà meno punteggio e meno fondi».

 

Quale dovrebbe essere la somma destinata allo Stabile col Furs 2016?

«All’incirca 350 mila euro».

 

Recentemente il sindaco Enzo Bianco, dalle pagine di questo giornale, ha detto di essere favorevole a un accorpamento dello Stabile con il Bellini. Qual è il pensiero della Regione, socio di maggioranza dell’ente?

«La proposta del sindaco è apprezzabile, ma io mi ero già espresso tempo fa dicendo di voler continuare a tenere la storia dello Stabile e del Massimo Bellini distinte e separate. E’ una idea che ho maturato negli anni, prima con l’attività di deputato e infine di assessore. Ho anche apprezzato molto l’intervento dei sindacati su questa ipotesi. Credo che a Catania abbiamo una storia culturale straordinaria. Da un lato c’è quella dello Stabile e degli artisti che lo hanno fatto grande e dall’altra c’è il prestigio del Bellini, della nostra orchestra e dell’ente lirico conosciuto in tutto il mondo. La forza delle nostre istituzioni culturali è data dalla grande tradizione e dal brand che abbiamo che va difeso ad ogni costo. Per questo credo che ci sono le condizioni per garantire un futuro prestigioso e separato di queste due grandi istituzioni culturali. Una logica potrebbe avere invece il discorso della federazione soprattutto per il circuito estivo e delle tourneé oltre che per la comunicazioni e il marketing, ma niente di più. Un’altra novità importante che ci aspetta nei prossimi mesi è quella della gestione dei servizi aggiuntivi da parte del Teatro Bellini al Teatro greco e quella del Teatro Stabile a Santa Venera al pozzo... ». 

Quindi secondo lei la linea della Regione è quella di due enti separati e due presidenti distinti? 

«Esattamente».         

 

Giuseppe Bonaccorsi​                    

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