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"Giornalismi", il manuale di Pira e Altinier per difenderci dalle fake news

Gli autori: "I media tradizionali non sono morti, ma si possono salvare solo puntando su qualità, inchieste e approfondimento”

"Giornalismi", il manuale di Pira e Altinier per difenderci dalle fake news

Andrea Altinier e Francesco Pira

E’ uscito nella librerie “Giornalismi” il saggio del giornalista sociologo e professore dell’Università di Messina Francesco Pira e del professore Andrea Altinier. E due autori nel volume spiegano come “il 50% degli italiani sia caduto nell’inganno delle fake news che ha travolto anche la comunicazione politica. I media tradizionali non sono morti, ma si possono salvare solo puntando su qualità, inchieste e approfondimento”.

Oggi la comunicazione è un mondo che sta cambiando in maniera veloce e costante. Un cambiamento che sta coinvolgendo anche il mondo dell’informazione e del giornalismo. Fake news e misinformation sono due fattori entrati con forza sulla scena e che richiedono nuovi strumenti e nuovi modelli per riuscire a vincere le sfide del futuro che coinvolgono i media, ma anche la tenuta dell’opinione pubblica e della democrazia. Questo manuale è pensato per tutti gli operatori che lavorano con i mass media, in modo da comprenderne in profondità teorie, modelli e processi. Il volume offre, pertanto, un inquadramento teorico preciso con una successiva analisi dei trend in evoluzione e dei nuovi profili di lettori determinati dalla diffusione delle nuove tecnologie. In particolare, è presente un focus sui social network attraverso il quale non solo è possibile delineare le nuove forme di giornalismo, ma delineare anche le modalità con cui affrontare questi cambiamenti, esaminando aspetti come la post verità, le fake news e la misinformation. Non si tratta di una visione statica, ma di un manuale che vuole essere uno strumento di lavoro con la presentazione di case – history, matrici operative e percorsi innovati e sostenibili per conoscere in modo approfondito i media e le relazioni con aziende, istituzioni e social network.

L’esempio è proprio dei giorni scorsi con le parole attribuite a Papa Bergoglio secondo cui “l'inferno non esiste, le anime dei dannati svaniscono”. Una vicenda che ha riempito le pagine dei giornali e la rete negli ultimi giorni. Non un trend, ma un vero e proprio fenomeno che negli ultimi mesi è al centro del dibattito e che dunque Francesco Pira e Andrea Altinier, con “Giornalismi – La difficile convivenza con Fake News e Misiformation” (LibreriaUniversitaria.it pagg 152 euro 12,90) hanno racchiuso in un esagono delle fake news: appeal, flussi, viralità, velocità, crossmedialità e forza.

La soluzione, però, non è solo il controllo delle fonti, ma costruire un controflusso di informazioni e contenuti in grado di sconfiggere le menzogne.

“È un progetto – spiegano i professori Francesco Pira e Andrea Altinier autori del volume- che parte non solo dall’amore verso la comunicazione, ma da un lavoro di analisi e ricerca durato quasi due anni per individuare case history, teorie nuove, ricerche sui trend e sul consumo dei media per accendere le luci su un mondo in costante cambiamento e che richiede sempre più competenza e professionalità. I media tradizionali non sono morti, ma si possono salvare solo puntando su qualità, inchieste e approfondimento” .

Un libro scritto e pensato non solo per gli studenti, ma anche per tutti quelli operatori della comunicazione e dell’informazione che ogni giorno operano in un settore sempre più complesso e articolato. Un testo che nella sua prefazione porta la firma del Professor Mariano Diotto, Direttore del Dipartiment di Comunicazione dell’Università Salesiana di Venezia e Verona IUSVE, responsabile della collana Comunicazione, marketing e new media che ospita l’opera.

“L’opera di Francesco Pira ed Andrea Altinier - sottolinea il professor Mariano Diotto nella prefazione - vuole fornire strumenti efficaci per disinnescare le fake news e la misinformation attraverso teorie riportate in modo chiaro e con l’utilizzo di numerose case history che rappresentano un benchmark efficace. Il linguaggio del volume è preciso, grazie anche all’impiego di un apparato terminologico scientifico, e fornisce a chi si avvicina a questo mondo, neofita, studente o professionista, un background solido ed approfondito sulle tematiche affrontate”.

Il testo è suddiviso in cinque capitoli: il primo che fotografa la dieta mediatica degli italiani, il secondo che illustra i modelli ed i processi che stanno dietro il mondo dell’informazione, il terzo che individua il ruolo dell’ufficio stampa, il quarto capitolo sui nuovi trend o generi del giornalismo ed, infine, il quinto sulle contromisure alle fake news che non si esaurisce nel fact checking, ma richiede oggi la creazione di un controflusso.

Il saggio delinea il profilo di un italiano sempre più orientato all’informazione disintermediata, ma che consuma su molteplici piattaforme: un consumatore multitasking che, mentre, guarda la televisione posta su facebook e lascia commenti su Twitter.

In questo contesto mediale è cambiato il ruolo dell’ufficio stampa che si è trasformato in un’ attività di reputation management, quindi alle attività classiche si deve aggiungere «la capacità di gestire i diversi flussi di comunicazione». La vera sfida è costruire, valorizzare e difendere la reputazione attraverso la gestione dei diversi strumenti a disposizione.

Il testo, inoltre, individua la nascita di due nuovi sezioni all’interno dei contenitori di informazione: il food ed il social gossip su tutti. La politica rimane tra i temi seguiti, ma oggi si declina sui social con Di Maio e Salvini che hanno danno una vita ad una corsa che li ha vista twittare e postare anche 30 messaggi in un giorno.

“La motivazione – concludono gli autori Francesco Pira e Andrea Altinier - che ci ha spinto a scrivere questo libro parte da un presupposto molto semplice: le fake news si possono sconfiggere. Si tratta di un fenomeno sempre esistito e che oggi ha sicuramente più strumenti, ma la comunicazione ha tutte le carte in regola per sconfiggere la misinformation. È questione di modelli, tecniche e professionalità che questo libro cerca di tracciare con chiarezza e responsabilità”.

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