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Alpitour pagherà 30 mln per gli alberghidell'ex presidentedel Catania Pulvirenti

Alpitour pagherà 30 mln per gli alberghi dell'ex presidente del Catania calcio Pulvirenti

Finaria ha chiuso un contratto pluriennale per la gestione di Atlantis Bay e Mazzarò Sea Palace

Alpitour pagherà 30 mln per gli alberghi dell'ex presidente del Catania calcio Pulvirenti

Taormina -  Colpo grosso per la Finaria a Taormina. Non si può non riconoscere. Con una operazione che è cominciata alcuni mesi fa e che è andata avanti assolutamente sotto traccia e senza che trapelasse quasi nulla, la holding che fa capo a Nino Pulvirenti ha chiuso un contratto pluriennale con l’Alpitour per la gestione dei due alberghi-gioiello che il gruppo ha a Taormina. Atlantis Bay e Mazzarò Sea Palace, dunque, cinque stelle extra lusso, amatissimi e frequentati soprattutto dai ricchi turisti russi, passano al colosso del turismo mondiale.


Per la Finaria, si tratta di un’operazione di straordinaria importanza, com’è facilmente intuibile, tanto che nel momento in cui sono cominciate le trattative con Alpitour, è stata rallentata anche la definizione del piano industriale che il nuovo Cda della holding, che ha al vertice il commercialista romano Davide Franco, stava elaborando da quando si era insediato. Piano industriale che prevede una fase di risanamento delle aziende del gruppo che attraversano uno stato di crisi, per puntare successivamente anche al progetto di rilancio.


Bene, questa operazione chiusa con Alpitour, su cui, naturalmente, c’è massima segretezza rispetto agli accordi economici raggiunti, secondo alcune indiscrezioni porterebbe nelle casse della Finaria qualcosa come una trentina di milioni. Chiaro che nella strategia globale della holding si tratta non solo di una immissione di risorse economiche straordinaria, ma assume anche una importanza strategica e di immagine per tutte le altre operazioni allo studio per il rilancio del gruppo. Innanzitutto perché i vertici di Finaria hanno potuto dialogare e trattare con un leader del turismo mondiale come Alpitour che ha riconosciuto, evidentemente, la redditività degli alberghi che sono di proprietà della holding catanese.
Un punto cruciale, quello della redditività delle aziende, perché proprio su questo si baserà il piano industriale che dovrebbe essere a questo punto completato nei prossimi giorni. La strategia di Finaria è, appunto, quella di puntare in questo piano industriale sulla notevole consistenza immobiliare che il gruppo può vantare e sui cespiti di guadagno che possono derivare dalle varie attività del gruppo.


La relazione fatta dalla Guardia di Finanza a gennaio, in occasione dell’arresto di Nino Pulvirenti nell’ambito dell’inchiesta per cui è accusato della bancarotta di Windjet, era stata impietosa nei confronti dello stato di salute delle società del gruppo. Da allora ad oggi, però, il nuovo Cda ha lavorato nella direzione del risanamento, del consolidamento e del rilancio. Tre momenti essenziali per ridare robustezza ad un gruppo che ha nel suo portafoglio alberghi (ce n’è un terzo oltre ai due di Taormina), aziende agricole (una delle quali ha anche l’enorme capannone ultra moderno che era sede della Windjet), il club calcio Catania con il centro sportivo Torre del Grifo, la catena di supermercati Fortè e un centro di distribuzione. Un patrimonio che all’incirca varrà qualcosa come 200 milioni e che ha impiegato sino a ieri un migliaio di dipendenti, che con la gestione degli alberghi di Taormina passata ad Alpitour scenderà ad 800 unità.

Resta, nonostante il periodo di crisi nera per l’economia di mezzo mondo e al netto delle disavventure che hanno investito l’azionista di maggioranza con le inchieste per il calcio e per la compagnia aerea, uno dei gruppi più importanti dell’Isola. Così la holding è nelle mani del Cda che sta completando questo piano industriale e che mostra un moderato ottimismo sulla possibilità di raggiungere in tempi brevi anche significativi risultati per il gruppo. Tra i numeri che vengono fuori, per esempio, c’è un +1 milione di euro nel fatturato del primo trimestre del 2016 per Fortè. Risultato che nessuno enfatizza alla Finaria, considerato il momento difficile che attraverso l’intero comparto della grande distribuzione in Sicilia. Ma è pur sempre un segno che conforta, così come si è operato l’anno scorso per tagliare i costi folli degli stipendi del calcio e quest’anno si punta ad allestire una squadra competitiva sì, ma senza fare follie. Che, oggi, nessuno può permettersi.

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