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4 imprenditorie associazionidaranno nuova vitaai fari in Sicilia

4 imprenditori e associazioni daranno nuova vita ai fari in Sicilia

Da avamposti inaccessibili, ospiteranno attività turistiche, socio-culturali e di valorizzazione del territorio dell’Isola

4 imprenditori e associazioni daranno nuova vita ai fari in Sicilia

Per decenni sono rimasti luoghi dal grande fascino, ma in balìa di loro stessi. Abbandonati ed esposti all’incuria. Adesso 4 fari che si trovano sulle coste della Sicilia avranno una nuova vita. Saranno ristrutturati e diventeranno un volàno per il turismo. Merito del progetto “Valore Paese - Fari”, promosso dall'agenzia del Demanio e dal ministero della Difesa, che ha visto la Sicilia tra le regioni d’Italia protagoniste per quantità e grado d’innovazione dei progetti di riuso. Demanio e ministero della Difesa hanno messo a bando un “portafoglio” di 11 fari in tutta Italia: 39 le proposte di recupero presentate, di cui ben 16 per le strutture siciliane. I quattro progetti selezionati sono stati presentati ieri a Santa Flavia (Palermo), nel corso di un incontro a cui ha partecipato il direttore generale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi.

Da avamposti inaccessibili, i fari ospiteranno attività turistiche, socio-culturali e di valorizzazione del territorio. Che troveranno posto in quelli che un tempo erano gli alloggi dei guardiani, le cosiddette ex pertinenze. Il faro di Brucoli ad Augusta diventerà un punto di accoglienza turistica associato ai prodotti eno-gastronomici locali. A gestire la struttura sarà Azzurra Capital srl. Il faro di Murro di Porco a Siracusa, invece, sperimenterà un nuovo modello di business articolato su vari fronti: ristorazione, marketing, congressi, eventi e 14 posti letto tra suite e boutique apartment. L’assegnazione in questo caso è toccata a Sebastian Cortese, giovane imprenditore under 30, tra i protagonisti del concorso internazionale “Lighthouse Sea Hotel” promosso da Young architects competitions (Yac), che ha visto partecipare architetti, progettisti, studenti e designers con idee e proposte innovative per il recupero del faro.

Nell’isola di Levanzo a Favignana, il faro Capo Grosso sarà trasformato in un resort che ospiterà workshop di cucina, fotografia, eventi, escursioni e attività legate alla vela, alla pesca e allo yoga. Il tutto sulla scorta del progetto presentato da Lorenzo Malafarina. Ad Ustica, il faro di Punta Cavazzi, sarà destinato ad un progetto di accoglienza sul modello foresteria in cui sviluppare momenti dedicati alla formazione, allo studio e all’intrattenimento. Così ha deciso la società aggiudicataria (Sabir Immobiliare srl), che punta a creare un hub culturale in grado di diventare punto di riferimento per studenti e giovani ricercatori appassionati del mare. Il faro sarà inserito in un network turistico di livello internazionale.

Una volta ultimate tutte le verifiche amministrative previste dal bando, si procederà alla stipula definitiva dei contratti di concessione: da un minimo di 20 fino a un massimo di 50 anni. La riqualificazione complessiva dei soli fari siciliani impegnerà risorse economiche complessive per gli investitori pari ad oltre 1,8 milioni di euro. Con l’apertura ai privati non cesserà la funzione primaria dei fari: ovvero quella di essere una “sentinella” silenziosa del mare. Ragion per cui le lanterne continueranno a funzionare.

A testimonianza dell’interesse del mondo imprenditoriale e associativo per le opportunità offerte dai fari presenti su tutto il territorio italiano, presto sarà emanato un nuovo bando. Già a settembre, agenzia del Demanio e ministero della Difesa pubblicheranno una nuova gara per l’affitto di lungo periodo di 20 tra fari, torri ed edifici costieri.

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