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ROMA

Il Clan, un gangsterismo da famiglia

Nel film di Trapero un caso vero alla fine dittatura argentina

Il Clan, un gangsterismo da famiglia

ROMA, 6 AGO - Niente a che vedere con la famiglia mafiosa piena di regole a cui affidarsi, qui in Il clan, film argentino di Pablo Trapero già in corsa alla 72/ma edizione del Festival di Venezia dove ha vinto il Leone d'argento e in sala dal 25 agosto distribuito da 01, ci troviamo nell'orrore di una famiglia normale. In un nucleo familiare, padre e madre e quattro figli di cui due ragazze adolescenti, a cui non si nasconde troppo quello che accade come nel caso di rapire qualcuno e chiuderlo poi nella cantina urlante. Una cosa impossibile da capire senza conoscere quello che e' stata la dittatura in Argentina. Il film è infatti tratto dalla vera storia della famiglia Puccio e ambientato negli ultimi anni della dittatura militare argentina, poco prima del ritorno alla democrazia. Siamo appunto agli inizi degli anni ottanta in una tipica villetta nel caratteristico quartiere di San Isidro. Qui dimora la famiglia di Arquimedes (Guillermo Francella), un clan che vive di rapimenti e omicidi.

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