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ROMA

Deledda, inquietudini di donna moderna

Nel 2016 doppio anniversario, 80 anni dalla morte e 90 dal Nobel

Deledda, inquietudini di donna moderna

ROMA, 12 AGO - Partecipò al I Congresso Nazionale delle Donne Italiane, a Roma nel 1908, per "la partecipazione femminile alla vita sociale": ma per Grazia Deledda il primo terreno di battaglia per la consapevolezza e l'autonomia delle donne fu quello personale, tanto da diventare un simbolo non del femminismo ma della nascita di una coscienza femminile. A 80 anni dalla scomparsa della grande scrittrice sarda, il 15 agosto 1936 a Roma, e a 90 dal Premio Nobel per la letteratura (assegnatole nel 1926, è stata l'unica donna italiana a riceverlo), ancora non si esaurisce il desiderio di leggere Grazia Deledda e scoprire il fascino del suo mondo, arcaico e moderno al tempo stesso. Nei romanzi e nei racconti, nelle poesie e nelle opere teatrali, ciò che colpisce ancora dello stile della Deledda è la scrittura vivida, mai separata dalla realtà ma sempre venata di lirismo. Tra le sue opere Fior di Sardegna, Anime oneste, Tesoro, Il sigillo d'amore, Canne al vento (considerato il suo capolavoro), La Madre.

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