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A Roma l'ultimo saluto a Ettore Bernabei

Zavoli, fu lui a inventare il pluralismo in tv

A Roma l'ultimo saluto a Ettore Bernabei

ROMA, 16 AGO - "Grazie nonno, perché ci hai dato gli strumenti per capire il mondo. Perché mentre ci raccontavi l'importanza dei tuoi maestri, diventavi tu uno dei nostri. Perché ci hai aiutato a seguire con passione i nostri sogni e alla nostra generazione questo serve, il coraggio". E' forse nelle parole dei nipoti che portano la bara e poi uno dopo l'altro si avvicendano a raccontare "il nonno", che si riassume il lascito a più di una generazione di italiani di Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai dal '61 al '74, morto il 13/8 a 95 anni, i cui funerali si sono tenuti nella chiesa di Sant'Eugenio a Roma. In prima fila i sette figli (Paola è scomparsa qualche anno fa) e i tantissimi nipoti, quasi simbolo di quell'Italia che Bernabei aiutò a crescere. "Il pluralismo lo ha inventato lui in televisione", ricorda Sergio Zavoli. "Per la Rai - aggiunge Giovanni Minoli, marito della figlia Matilde - è stato tutto: l'alfa e l'omega del servizio pubblico. Poi le eredità, si possono far fruttare o meno".

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