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Sonia Bergamasco, madrina Venezia pensando al sisma

Sonia Bergamasco, madrina Venezia pensando al sisma

dell'inviata Alessandra Magliaro La madrina della Mostra del cinema di Venezia quest'anno è un'attrice raffinata, colta e onnivora: Sonia Bergamasco dichiara quasi subito ''ho deciso di rimanere tutto il periodo per 'approfittare' del festival e di quello che offre, ci sono tantissime cose da vedere che mi interessano e non intendo perderle''. La premessa è questa - non una bella statuina per due cerimonie, stasera e sabato 10 settembre - ma intanto alla vigilia la Bergamasco è alle prese con un certo clima che dopo il terremoto di sabato 24 contagia tutti gli italiani. Stare in un posto di cultura sì ma anche di festa e glamour in questi giorni è un po' come stare nel posto sbagliato nel momento sbagliato. ''E' chiaro che il clima è questo, come possiamo far finta di niente? E domani sera - dice in un'intervista all'ANSA la Bergamasco, 50 anni, due figlie Maria e Valeria con Fabrizio Gifuni, attore poliedrico come lei - cercherò di esprimere tutta la nostra vicinanza, non sarà una serata come un'altra. La Biennale ha dato una risposta immediata con l'annullamento della cena e sta preparando gesti concreti di solidarietà ma Venezia 73 resta la festa del cinema mondiale che non dimenticherà un pensiero per il dramma del sisma''. Il rapporto tra Sonia Bergamasco e il cinema ''è stretto'', dice subito lei, ''sono una spettatrice curiosa, con la voglia di scoprire che non passa ma anche con una passione per i film del passato che rivedere''. Nata a Milano, si è diplomata al Conservatorio in pianoforte, ''e dalla musica ho proseguito con il teatro e poi con il cinema. Non mi va di scegliere. Il mio mestiere è l'attrice, interpreto, avendo un rapporto osmotico con le mie passioni che sono il teatro e la musica. Da attrice non posso prescindere dal repertorio musicale''. Con Giorgio Strehler ha debuttato e nel suo teatro, il Piccolo, rinasce in un certo senso: ''il 21 marzo debutto alla regia - racconta - in una nuova produzione del Piccolo, e non sarò in scena. Il testo è Louise e Renee che Stefano Massini ha liberamente tratto dalle "Memorie di due giovani spose" (1842), unico romanzo epistolare di Balzac e le protagoniste sono Isabella Ragonese e Federica Fracassi'''. Strehler, Carmelo Bene, Massimo Castri, Glauco Mauri in teatro, Bertolucci, Marco Tullio Giordana al cinema...e poi arrivò Checco Zalone a dare popolarità? ''Quo vado è stato una bellissima esperienza così come serie televisive come Tutti pazzi per amore, Il commissario Montalbano che mai avrei pensato di girare. Sono state occasioni che ho colto come una cosa che poteva andare o non andare, chiedendomi io per prima se ero la persona giusta. L'ho detto prima che sono curiosa no?''.

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