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VENEZIA

Austerlitz, selfie ai forni crematori

Fuori concorso il docu di Loznitsa su turismo in campi sterminio

Austerlitz, selfie ai forni crematori

VENEZIA, 7 SET - Turisti spesso in T-shirt, berretto e calzoncini, che mangiano panini passando, pigramente, da una baracca all'altra. Picnic improvvisati nei prati delle adunate e delle esecuzioni, selfie davanti ai forni crematori, fingendosi legati al palo delle impiccagioni o insieme a mamma e papà, sorridenti, sotto la scritta posta sugli ingressi di questi luoghi di morte, Arbeit macht Frei ('Il lavoro rende liberi'). Sono fra le immagini forti e quotidiane catturate dal documentario 'Austerlitz' di Sergei Loznitsa, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Un racconto in bianco e nero, senza commento, costruito sulle riprese a camera fissa, puntata sugli ingressi, le finestre di baracche, blocchi della morte, passaggi ai forni crematori o allo stanzone delle docce dalle quali invece dell'acqua usciva il gas. Una surreale e a tratti raggelante immersione, accompagnata solo dalle voci dei turisti e delle guide, in ciò che succede durante le visite a campi di concentramento e memoriali tedeschi.

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