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Continua giallo Elena Ferrante.Casa editrice:tweet Raja fake

Continua giallo Elena Ferrante.Casa editrice:tweet Raja fake

Prosegue il giallo su Elena Ferrante dopo che Anita Raja, la moglie dello scrittore Domenico Starnone ieri pareva aver confermato su Twitter di essere l'autrice: "Apro questo profilo - aveva scritto - e presto lo chiuderò. Sarò qui solo per il tempo necessario a spiegare". Ma la sua casa editrice smentisce. Il tweet in cui Anita Raja avrebbe confermato di essere Elena Ferrante è un fake. Lo fa sapere la casa editrice E/O che "ha parlato con Anita Raja la quale ha detto di non aver aperto alcun account". ECCO I TWEET 'INCRIMINATI': Lo confermo. Sono Elena Ferrante. Ma questo ritengo non cambi nulla nel rapporto dei lettori con i libri della Ferrante. - Anita Raja (@AnitaRajaStarn) 4 ottobre 2016 "Lo confermo. Sono Elena Ferrante. Ma questo ritengo non cambi nulla nel rapporto dei lettori con i libri della Ferrante. Non parlerò mai di Elena Ferrante, né risponderò a suo nome, né dirò nulla riguardo ai suoi libri. Vi ringrazio. Vorrei solo chiedere, ora che la curiosità che durava da anni è stata esaudita, di lasciarmi vivere (e scrivere) in pace.", ha scritto la Raja in una breve serie di post su Twitter. "Ritengo volgare e pericoloso il modo in cui si è voluti arrivare a pretendere di svelare un'identità violando privacy e regole. Ma pazienza", ha detto la scrittrice dopo l'outing della sua identità, protetta da anni, da parte del giornalista italiano Claudio Gatti sul Sole 24 Ore, negli Usa su New York Review of Books, sulla Frankfurter Allgemeine tedesca e su Mediapost francese. L'inchiesta ha provocato una valanga di polemiche sul diritto o meno alla privacy della scrittrice. Scrittori e critici hanno polemizzato con Gatti e con quello che sul New York Times il poeta Adam Kirsch ha definito il suo approccio "piu' adatto a una inchiesta criminale che alla critica letteraria". Proclamando che "lei, per esempio, avrebbe preferito non sapere", Alexandra Schwartz del New Yorker ha messo Gatti sul banco degli imputati per l'affermazione "bizzarra e offensiva" che il suo outing di Anita Raja "apre la possibilita' di una collaborazione non ufficiale con Starnone". Come se - ha obiettato la Schwartz - la perduta anonimita' della Ferrante l'avesse resa ora vulnerabile all'accusa di non essere in grado di scrivere i suoi libri senza appoggiassi creativamente a un uomo". Il caso Ferrante fa discutere anche la Gran Bretagna. Il FINANCIAL Times, in difesa del diritto all'anonimato, parla addirittura di "maledizione della celebrità". E ancora, in un commento a firma di Nilanyana Roy, si legge come i giornalisti abbiano avuto la stessa attenzione per il caso Ferrante di quella riservata nei confronti di mafiosi e oligarchi. Il Guardian ha attaccato la "terribile violazione" del diritto di non sapere, perpetrata prima di tutto nei confronti dei lettori: un articolo rilanciato migliaia di volte sui profili transatlantici di Facebook dei fan della scrittrice.

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