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ROMA

Digitalife e le percezioni cerebrali

Dal 7/10 istallazioni immersive al MACRO Testaccio di Roma

Digitalife e le percezioni cerebrali

ROMA, 06 OTT - Le istallazioni della mostra "Digitalife: Immersive Exhibit" a La Pelanda di Roma sono spazi fuori dalla realtà sensoriale in cui il visitatore entra e vive un'esperienza mentale, oltre che fisica, del tutto personale. "La sensazione è che il cervello sia la macchina per costruire l'universo", ha detto il curatore Richard Castelli. L'esposizione allestita dal 7 ottobre al 27 novembre al MACRO Testaccio, nell'ambito degli eventi del Romaeuropa Festival, propone le opere "3D Water Matrix" di Shiro Takatani e Christian Partos, "Zee" di Kurt Hentschläger e "Deep Dream_Act" del collettivo NONE: forme e immagini create da una cascata d'acqua, controllata da 900 valvole programmate da un computer; una stanza in cui la nebbia artificiale oscura totalmente la visione del visitatore che elabora il suo percorso mentale associativo in uno spazio totalmente alienato dal contesto reale e abituale; 150 metri quadrati di specchi da cui emergono immagini che rappresentano le ossessioni del mondo contemporaneo.

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