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Luca Parmitano potrebbe tornare sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2019

L'astronauta catanese è stato proposto dall'Esa. La decisione finale nella primavera del prossimo anno

Luca Parmitano potrebbe tornare sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2019

Luca Parmitano sulla ISS nel 2013

Una nuova missione di lunga durata proposta per l’astronauta Luca Parmitano, il finanziamento della seconda parte della missione ExoMars che nel 2020 andrà a cercare tracce di vita nel sottosuolo di Marte, lanciatori che parlano italiano e tecnologia made in Italy per un veicolo spaziale capace di rientrare a Terra: l’Italia ha tanti motivi per uscire pienamente soddisfatta dalla conferenza ministeriale che ha deciso i futuri programmi spaziali europei.

La conferenza che per due giorni ha riunito in Svizzera, a Lucerna, i ministri dei Paesi membri dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è stata infatti cruciale per confermare l’Italia non solo come terzo Paese contributore dell’Esa dopo Francia e Germania, ma per affermare con forza la sua leadership nello spazio europeo e internazionale.
Per questo il ministro per l’Istruzione, L’Università e la Ricerca, Stefania Giannini, al termine della Ministeriale ha parlato dell’assegnazione di una nuova missione a Luca Parmitano come di «una ciliegina su una torta molto ricca». La missione, di sei mesi e in programma nel 2019, dovrà comunque essere confermata nella primavera 2017. «L'Italia si conferma leader a livello europeo e internazionale nell’ambito delle politiche dello spazio - ha aggiunto il ministro - e si rafforza in questa posizione». La Ministeriale Esa 2016, ha detto ancora Giannini, si chiude con una «grande soddisfazione da parte dell’Italia, "che si conferma il terzo Paese membro dell’Esa in termini di budget, ma in una posizione ancora migliore in termini di leadership».


Anche per il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, la Ministeriale ha segnato «un ottimo successo dell’Italia». Un successo non semplice nè scontato e che ha richiesto un grande gioco di squadra. Alla fine, però, "soprattutto quando le nostre proposte erano in contrasto con altre, abbiamo dimostrato la nostra capacità propositive - ha detto - e siamo comunque riusciti a farle passare».
Via libera quindi alla seconda fase della missione ExoMars, organizzata in collaborazione con la Russia e in programma nel 2020. Il finanziamento addizionale per la missione è stato deciso in 440 milioni e il contributo italiano è di 162 milioni.
Deciso anche il proseguimento fino al 2014 della vita operativa della Stazione Spaziale e il rafforzamento della famiglia dei lanciatori europei, con la versione potenziata di Vega C e Vega Evolution. Quest’ultima prevede un motore di nuova generazione a propulsione liquida ossigeno e metano. Confermato il programma Space Rider, che prosegue il progetto della capsula Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle), il dimostratore tecnologico di un veicolo spaziale in grado di rientrare a Terra. Accordo anche per rafforzare le capacità del centro dell’Esa in Italia, l’Esrin. L’Italia ha infine raddoppiato l'investimento nel programma tecnologico volto a sviluppare un programma di telecomunicazioni satellitari. Quest’ultimo, ha detto Battiston, è un settore «di enorme rilevanza commerciale e applicativa, e nel quale la nostra industria è molto competente». 

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